Come Risparmiare Carburante al Volante

Eco-auto, combustibili alternativi: tutto giusto, ma spesso ci dimentichiamo che tanti piccoli accorgimenti ci permettono di risparmiare già con la nostra vettura. Con il costo della benzina e del gasolio alle stelle, poi, è ancora più importante limitare i consumi dell’auto e risparmiare sul carburante. Vediamo come semplicemente adottando piccoli accorgimenti quotidiani.

Non scaldare il motore a vettura ferma
Oggi non serve più, anche se si tratta di diesel: basta tenere un’andatura moderata finché il motore non ha raggiunto le temperature di esercizio ottimali.

Marcia superiore appena possibile
Accorgimento indispensabile per ridurre i giri del motore e consumare meno. Potete viaggiare:
– tra i 1.300 e i 2.000 giri/min con un motore diesel:
– tra i 1.500 e i 2.500 giri/min con un motore benzina.

Guardate avanti
Non fermate l’attenzione solo sull’auto che vi precede, ma “anticipate” le variazioni di traffico o i semafori, intervenendo sempre dolcemente su acceleratore e freni.

Riducete la velocità
Ricordate che se viaggiate a 110 invece che a 130 km/h, andate più adagio del 15%, ma consumate, in media, il 35% in meno.

Curate la manutenzione
Controllate spesso la pressione dei pneumatici: bastano 0,5 bar in meno per consumare anche il 5% in più.
Verificate anche lo spessore del battistrada (sotto i 3 mm, è meglio cambiare le gomme) e, soprattutto, il tipo di usura. Un consumo eccessivo (sul lato interno o su quello esterno) può essere causato da un assetto non corretto delle sospensioni, che influisce negativamente sui consumi (oltre che sulla sicurezza).
Cambiate l’olio alle scadenze previste, per far lavorare sempre il motore in condizioni ottimali; pulite o cambiate il filtro dell’aria quando indicato dal libretto.

Cosa Sono i Titoli di Stato e Come si Investire

I titoli di stato, conosciuti anche con il nome di (Buoni del Tesoro) sono costituiti da un prestito che i contribuenti fanno alla nazione erogante, solitamente possono essere a tasso fisso, variabile o zero coupon.

Tipologie

Sono tre, le categorie di titoli di stato, che vengono classificati in base alla quantificazione e al successivo pagamento degli interessi
Titoli a tasso fisso: ad esempio i Buoni del Tesoro Poliennali (BTP).
Titoli a tasso variabile: ad esempio i Certificati di credito del tesoro (CCT).
Titoli zero coupon (che non prevedono la cedola): ad esempio i Buoni Ordinari del Tesoro (BOT) o i CTZ, con durata da 18 o 24 mesi e per lotti da minimo 1.5 milioni di euro.

In quest’ultimo caso l’interesse guadagnato altro non è che la differenza tra il valore di acquisto, solitamente minore rispetto al valore nominale, e il prezzo di rimborso, che solitamente corrisponde al valore nominale. Dal ’94 anche gli enti locali sono stati autorizzati ad emettere titoli di Stato: sono i BOC, i BOP e i BOR, ossia i Buoni Obbligazionari Comunali, Provinciali e Regionali.

Modalità di acquisto e di incasso

I titoli di stato si possono acquistare sia tramite aste che attraverso il cosiddetto mercato secondario. In entrambi i casi però è necessario rivolgersi a un intermediario, ossia una banca o un’altra istituzione finanziaria. Nel caso di acquisto tramite aste, è necessario ‘prenotare’ la quantità di titoli che si desidera almeno un giorno prima a quello dell’asta.

Dal 1999 i titoli di stato hanno abbandonato la loro fisicità ‘cartacea’ e come prova di possesso sono sufficienti una ricevuta bancaria e l’estratto conto dei titoli che viene periodicamente inviato dalla banca. In questo caso, dato che l’acquirente diventa intestatario di un deposito titoli a lui intestato, parliamo di titoli ‘smaterializzati’. Questa modalità virtuale permette di accreditare sul conto corrente bancario i corrispettivi delle cedole e del capitale una volta raggiunta la scadenza, mentre negli anni precedenti bisognava recarsi fisicamente in banca con una copia cartacea del titolo e delle cedole allegate al titolo, che venivano letteralmente ‘staccate’. Nonostante la modernizzazione del metodo, però, rimane ancora in uso la terminologia ‘staccare la cedola’. Così come rimangono sempre da pagare le spese amministrative che una volta servivano a coprire le scritture contabili e che oggi, nonostante la materializzazione dei titoli, vengono ancora fatte pagare dalle banche.

L’informatizzazione dei titoli ha anche permesso di ovviare al problema della standardizzazione dei tagli, necessaria per i titoli fisici in carta, che ne consentivano l’acquisto solo con un taglio minimo o per multipli. Con l’utilizzo degli strumenti finanziari smaterializzati, ad esempio i buoni fruttiferi postali, si possono acquistare titoli di qualsiasi valore, grande o piccolo che sia, mentre il limite rimane per chi acquista titoli in banca o in posta. Questo limite non è stato imposto dai ‘distributori’ dei titoli, ma direttamente dallo Stato. I BOT ad esempio, che sono i titoli di stato più acquistati, si possono acquistare per un minimo di 1000 euro o multipli. Questo fa sì che i piccoli e medi risparmiatori abbiano accesso a una capitalizzazione semplice dell’interesse maturato. Il ‘cassettista’, chiamato così perché acquista i titoli, li conserva e reinveste gli interessi guadagnati per l’acquisto di altri titoli è quindi possibile solo per chi investe capitali più importanti, perché solo chi possiede un gran numero di titoli potrà guadagnare ad ogni giro di scadenze i 1000 euro necessari all’acquisto di nuovi BOT, approfittando cos’ di quello che viene chiamato interesse composto.

Titolo indicizzato

Sono strumenti finanziari che, al momento dell’emissione, vengono legati a un indice che regola le modalità del calcolo del rendimento e del successivo rimborso: in questo modo si evita che venga perso in modo eccessivo il loro stesso potere di acquisto.
Sono tre i tipi di obbligazioni di questo tipo:
Obbligazioni a tasso variabile, in caso abbiano un collegamento con determinati parametri economici, ad esempio il tasso di sconto.
Obbligazioni a rimborso indicizzato, quando è il rimborso ad essere collegato ad un indicatore finanziario determinato in precedenza.
Obbligazioni a indicizzazione mista, quando combinano le due caratteristiche precedenti.

Storia

L’idea dei titoli indicizzati nasce in Germania nel primo dopoguerra, ossia nell’allora Repubblica di Weimar, in un periodo in cui la nazione si trovava in una situazione di grande crisi economica caratterizzata da una fortissima inflazione e dalla conseguente perdita del potere di acquisto: in una situazione così, chi avrebbe acquistato un titolo che avrebbe potuto perdere dopo poco tutto il suo valore? Per questo il governo dell’epoca corse ai ripari, ideando un prodotto finanziario che adeguasse il valore stesso dei titoli ad altri indici, di modo che il potere d’acquisto rimanesse invariato, e favorendo in questo modo gli investimenti.

Nel nostro paese, per via dell’articolo 1277 del Codice Civile, che vuole che “i debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento e per il suo valore nominale”, questa soluzione non venne subito applicata. Bisognerà aspettare il 1963, con l’intervento della Corte di Cassazione, che stabilì che all’interpretazione letterale dell’articolo dovesse invece sostituirsi un’interpretazione logica, che fosse in grado di mantenere un certo equilibrio tra la prestazione eseguita e la controprestazione corrispondente. Il Legislatore non ha comunque mai preso seriamente in analisi i titoli indicizzati, che vengono tuttora considerati titoli ‘atipici’ rispetto a quelli descritti nel Codice Civile.

Come Risparmiare sull’Acqua in Casa

Oltre ai semplici accorgimenti d’uso da praticare ogni giorno – per esempio chiudere il rubinetto dell’acqua mentre ci si spazzolano i denti, preferire la doccia al bagno, riparare subito eventuali piccole perdite – alcuni strumenti, economici e semplici da usare, possono aiutarci a non sprecare quello che è sempre più l’oro (azzurro) dei nostri tempi.

Sciacquone a doppio pulsante
La metà dell’acqua potabile usata ogni giorno da ogni persona viene utilizzata per lo sciacquone del wc. Ogni volta che lo tiriamo se ne vanno 10 litri di acqua. Installarne uno a doppio pulsante e dosando il flusso a seconda della necessità, consente un risparmio calcolabile in 40 m3 di acqua all’anno per una famiglia media.

Riduttore di flusso
I riduttori di flusso (detti anche rompi getto) applicati a tutti i rubinetti della casa (non dimenticate la doccia) permette di ridurre del 30/50% il consumo di acqua, senza influire su confort ed efficacia. Questo perché svolgono anche una azione di aeratore, ovvero mescolano all’acqua una certa quantità di aria, rendendo il flusso di acqua più leggero ma altrettanto efficace. Sono piccoli oggetti molto facili da montare, basta svitare il filtro del rubinetto ed inserire il riduttore. Sono anche molto economici, bastano pochi euro. In questo modo non solo si consuma meno acqua, ma si risparmia sul gas che serve per riscaldarla.

Miscelatori
Utilizzare il miscelatore al posto di due rubinetti separati riduce lo spreco d’acqua perché consente di trovare più rapidamente la temperatura giusta.

Come si Diventa Geometri

Le attività principali del geometra sono la progettazione edile, sia civile sia rurale, e la conseguente direzione dei lavori di costruzione. I suoi compiti comprendono anche attività topografiche, come la misurazione dei terreni, ed estimative, ossia di valutazione economica di beni mobili e immobili.

In particolare, la normativa stabilisce, per il geometra, le seguenti mansioni
rilevamento e misurazione topografica, determinazione e verifica di confini, operazioni catastali e di estimo;
tracciamento delle strade poderali e consorziali e, in alcuni casi, anche delle strade ordinarie e dei canali di irrigazione e scolo;
misurazione e divisione di fondi rustici, aree urbane e costruzioni civili;
stima di aree e di fondi rustici (anche ai fini di mutui fondiari e di espropriazioni) e dei danni prodotti da calamità naturali, quali grandine e incendi, valutazione di danni colonici a vari tipi di coltura;
stima di aree urbane e costruzioni civili, anche ai fini di mutui fondiari ed espropriazioni;
stima dei danni prodotti da incendi;
stima di scorte morte, operazioni di consegna e riconsegna dei beni rurali e relativi bilanci e liquidazioni;
stima per costituzione ed eliminazione di servitù rurali;
stima delle acque irrigue nei rapporti dei fondi agrari serviti;
esecuzione di funzioni contabili e amministrative nelle piccole e medie aziende agrarie;
tutela di piccole e medie aziende agrarie e assistenza nei contratti agrari;
progettazione, direzione, sorveglianza e liquidazione di costruzioni rurali, di edifici per uso di industrie agricole e di piccole opere collegate ad aziende agrarie (strade vicinali, lavori di irrigazione e bonifica);
progettazione, direzione, vigilanza, contabilità e liquidazione di modeste costruzioni civili;
mansioni di perito comunale per le funzioni tecniche ordinarie nei Comuni con popolazione fino a diecimila abitanti, esclusi i progetti di opere pubbliche d’importanza e che implichino la risoluzione di rilevanti problemi tecnici.

Quindi le competenze del geometra sono molto ampie e talvolta possono sovrapporsi a quelle di altre figure professionali, come il perito agrario, l’agronomo, l’ingegnere, il perito edile e l’architetto.
Il geometra trova spesso impiego come dipendente dell’ufficio tecnico del comune, o come suo consulente esterno. Le sue capacità professionali lo rendono adatto anche a lavorare presso le agenzie immobiliari, gli istituti di credito, studi notarili e i tribunali.

Formazione
Per diventare geometra è necessario frequentare una scuola secondaria di secondo grado (ex scuola media superiore).
La riforma dell’istruzione prevede la possibilità di iscriversi a un Istituto tecnico – Settore Tecnologico – Indirizzo Costruzioni, ambiente e territorio. Il percorso scolastico si articola in due bienni e un quinto anno finale, che termina con l’esame di Stato.

Dopo il diploma ci si può iscrivere a un corso di specializzazione presso una delle scuole edili coordinate dal Formedil – Ente Nazionale per la Formazione e l’Addestramento Professionale nell’Edilizia.
Queste scuole sono presenti in tutte le regioni italiane e propongono, fra gli altri, corsi rivolti a giovani in possesso del diploma da geometra, nell’ambito della bioedilizia, della certificazione energetica, del recupero e restauro. I corsi hanno una durata media di un anno, con frequenza obbligatoria, e sono gratuiti.
Per ulteriori informazioni, è possibile rivolgersi direttamente all’Ente, sul cui sito sono elencate tutte le scuole con i rispettivi corsi attivati.

Il percorso scolastico può proseguire a livello universitario con il conseguimento di una laurea di primo livello (triennale), appartenente alle seguenti classi
L7 – Ingegneria civile e ambientale;
L17 – Scienze dell’architettura;
L21 – Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale.

Per quanto riguarda la formazione universitaria, l’offerta formativa è piuttosto varia e le denominazioni dei corsi di laurea sono attribuite direttamente dalle università, per cui risulta difficile elencare tutti i corsi attivati dalle varie facoltà. È consigliabile, quindi, rivolgersi direttamente alle segreterie delle università per ottenere informazioni specifiche o visitare il sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca http://www.miur.it.

Accesso alla professione
Secondo le norme vigenti, per esercitare la professione è necessario sostenere l’esame di Stato e iscriversi all’Albo dei Geometri e dei Geometri laureati.
La legge prevede che all’esame siano ammessi i candidati che
dopo avere conseguito il diploma di geometra, abbiano svolto un periodo di praticantato di due anni presso lo studio di un geometra, un architetto o un ingegnere civile iscritti ai rispettivi Albi professionali da almeno cinque anni;
oppure
abbiano svolto per almeno cinque anni un’attività tecnica subordinata presso una società, un’impresa di costruzioni o un ente pubblico, e possiedano inoltre il diploma di geometra;
oppure
siano in possesso di una laurea triennale nelle tre classi sopra indicate (classi L7, L17 e L21), secondo quanto previsto dalla normativa in vigore, dal 2001. Il corso di studi svolto deve includere un tirocinio di sei mesi. In questo caso il titolo ottenuto è quello di geometra laureato.
Gli esami sono indetti ogni anno con ordinanza del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale.

Da gennaio 2010 è entrata in vigore la Formazione continua obbligatoria per i geometri e geometri laureati[7]: dal momento dell’iscrizione all’Albo, ciascun professionista è tenuto a conseguire un numero minimo di CFP (Crediti Formativi Professionali) per ogni quinquennio. I crediti vengono acquisiti con la partecipazione a seminari, corsi di formazione, attività formative di altro tipo (relazioni in convegni, pubblicazioni, docenze, superamento di esami universitari attinenti alla professione).
Le attività possono essere realizzate anche come FAD (Formazione A Distanza).
Molti corsi di formazione e aggiornamento sono organizzati dallo stesso Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati.

Come Verificare un’Auto di Seconda Mano Prima dell’Acquisto

Con questa guida voglio illustrarvi quali controlli dovete effettuare su un auto usata prima di acquistarla. Il controllo non è soltanto visivo ma va fatta un’analisi totale dell’auto stessa onde scoprire eventuali difetti presenti. Il tutto, magari con l’ausilio di un tecnico di fiducia.

Diffidate se il venditore vi nega una prova su strada: il classico giro di prova serve a verificare se il motore risulta troppo rumoroso, se l’auto non emette dallo scarico eccessivo fumo, se l’accensione avviene senza problemi, se l’auto tiene il minimo regolarmente senza oscillazioni di giri. Durante il giro su strada verificare che l’auto non tiri da un lato: ossia proceda in rettilineo senza “tirare” da una parte o dall’altra. Un paio di frenate decise, a velocità attorno a 80 km/h, permettono di valutare l’efficienza dell’impianto frenante: l’auto non deve sbandare né a destra nè a sinistra.

VANO MOTORE
Aprire il cofano motore e verificare lo stato del motore dell’auto. Il motore deve presentarsi senza tracce d’olio o di liquidi. Deve essere asciutto. Inoltre controllare l’interno dei parafanghi per verificare eventuali riverniciature successive ad incidenti. Controllate anche lo stato della batteria che non deve avere più di 4 anni.

CARROZZERIA
Posizionare l’auto sotto la luce del sole. Se l’auto è all’interno di un salone, la luce dei neon evidenzia ancor di più la presenza di eventuali graffi e/o imperfezioni. Verificate la presenza di ammaccature, interventi eseguiti male o difetti nella verniciatura. Non devono esserci segni di corrosione. Portiere e parafanghi sono i punti più soggetti a piccoli urti.

PNEUMATICI
Sostituire i pneumatici usurati rappresenta un costo aggiuntivo anche molto oneroso. Controllare che il battistrada non sia troppo usurato. Il consumo deve risultare uniforme su tutte le gomme: differenze possono indicare il cattivo funzionamento delle sospensioni o ammortizzatori scarichi. Con una moneta di 1euro verificate l’usura del battistrada. Se inserendo la moneta nelle fessure del pneumatico verificate che il battistrada copre solo la parte d’orata della moneta significa che i pneumatici sono da sostituire.

SUPERFICI VETRATE
Le superfici vetrate vanno controllate alla ricerca di eventuali rigature, crepe o incrinature anche minime e irrilevanti. Anche in questo caso, come nel caso di pneumatici, sostituire un parabrezza o un lunotto posteriore potrebbe farci affrontare un costo aggiuntivo spesso anche molto oneroso.

INTERNI
Il volante, il sedile di guida, i pedali, la pedana, il poggiapiedi, la maniglia di apertura della portiera lato guida e il pomello della leva del cambio si usurano col tempo. Un consumo evidente, specie del volante e del sedile di guida, dovrebbe insospettire nei casi in cui il chilometraggio dichiarato sia basso.

AGLIANDI
Un’auto tagliandata ha un valore maggiore. Dal libretto è possibile verificare i km e gli interventi effettuati (in pratica si conosce la storia dell’auto). Altrimenti bisogna pretendere una dichiarazione scritta dei km percorsi: in caso di alterazione si può chiedere, art. 1479 del Codice Civile, la risoluzione del contratto. Stessa cosa per il libretto di circolazione che ci mostra i nomi dei proprietari precedenti. Diffidate dell’auto se quest’ultima risulta essere stata in possesso di più di 3 proprietari.

Se effettuando tutti i test decidete di acquistare l’auto, chiedete espressamente al venditore che prima di consegnarvi l’auto vi effettui una manutenzione dell’auto stessa con conseguente sostituzione di filtri, lubrificanti, candele e liquidi di refrigeramento. Chiedete anche che vi sia fatta una ricarica dell’aria condizionata. Inoltre, è consigliabile stipulare una scrittura privata come questa in cui sono riportate tutte le informazioni.