Come Risparmiare sul Latte con i Distributori Automatici

Secondo Coldiretti si può risparmiare fino al 30 per cento comprando latte crudo o latte fresco come volete chiamarlo nei distributori automatici di latte.

Si tratta in sintesi del latte fresco di giornata che gli agricoltori vendono direttamente al consumatore finale senza passaggi intermedi. Molti lo chiamano anche “latte alla spina” data l’innovativa modalità di erogazione.

Questo latte ottenuto direttamente dalla mungitura e non trattato termicamente, è diverso sia dal latte fresco pastorizzato che da quello a lunga conservazione e potete trovarlo nei distributori automatici di latte crudo posti in un numero crescente di piazze italiane.

I produttori di latte riforniscono i distributori direttamente dalla mungitura del mattino alle 6.00 ed il latte viene giornalmente refrigerato e sostituito e si conserva per circa tre giorni in frigorifero. Per fare il “pieno” di latte occorre attrezzarsi con una bottiglia da un litro riutilizzabile che viene riempita con un euro di latte appena munto erogato dalla macchinetta distributrice.

Conto Corrente Bancario o Postale – Come Scegliere

La prima domanda che ci si pone quando si vuole aprire un conto corrente è: meglio un conto corrente bancario o uno postale? Cerchiamo di analizzare entrambe le ipotesi e di chiarire qualche dubbio su come aprire un conto corrente.

IL CONTO CORRENTE BANCARIO.
Se si vuole aprire un conto corrente bancario è necessario essere maggiorenni e non essere falliti. Inoltre, è importante scegliere bene la banca adatta alle nostre esigenze, per esempio perché ha uno sportello vicino a casa o al posto di lavoro, perché offre un tasso d’interesse conveniente per il nostro mutuo.

Ogni banca ha delle disposizioni differenti, con spese diverse e agevolazioni particolari a seconda del cliente. I costi di apertura di un c/c variano a seconda dell’Istituto di credito scelto, alcune banche non fanno pagare una nuova apertura di conto. Per rendersi conto delle possibilità che offrono i vari istituti di credito si possono consultare i loro siti anche attraverso i link disponibili su questo sito.

Una volta individuato l’istituto di credito e il conto che ci è più consono, abbiamo due possibilità
aprire un conto corrente classico recandoci in banca muniti di carta d’identità o passaporto e codice fiscale. A volte ci viene richiesta anche una busta paga dove un funzionario ci farà compilare gli appositi moduli, anche per la richiesta della carta di credito o del libretto degli assegni e se i documenti risulteranno in regola e la banca accetterà l’apertura di un nostro conto corrente, firmeremo un contratto, a seguito del quale ci verranno attribuiti dei codici, di cui il più importante è il codice IBAN, il quale ci consentirà di operare attraverso il nostro conto corrente. Naturalmente, dovremo depositare una somma di denaro sul conto.
la seconda possibilità è aprire un conto corrente online comodamente da casa e operare tramite pc.

IL CONTO CORRENTE POSTALE
Le Poste Italiane hanno messo a disposizione degli utenti dei conti correnti che permettono di compiere tutte le operazioni che prima erano riservate solo alle banche come il libretto degli assegni, le carte di credito e di debito, la possibilità di effettuare bonifici e la domiciliazione delle bollette.

Per aprire il conto corrente valgono le stesse regole della banca: è necessario essere maggiorenni e non essere falliti. Detto questo, è importante esaminare quali tipologia di conto è più adatto alle nostre esigenze e per questo il consiglio è quello di prenderne visione sul sito delle Poste Italiane per rendervi conto dei costi e delle condizioni che offrono i diversi tipi di conto. Anche in questo caso, su questo sito trovate il link per un accesso rapido e veloce.

Ci si può recare all’ufficio postale muniti di carta d’identità e codice fiscale e spiegare al funzionario allo sportello la vostra intenzione di aprire il conto. Ci saranno dei moduli da compilare e da firmare e in poco tempo il vostro conto sarà attivo. Anche in questo caso, naturalmente, si dovrà versare una somma di denaro per perfezionare l’operazione. Vi verrà anche consegnato il libretto degli assegni e la carta di credito qualora ne facciate richiesta.

Anche per la posta è possibile aprire un conto corrente online attraverso il sito conto banco posta click con pochi semplici passaggi.

Come Aprire Conto Banca Sella

Banca Sella propone una gamma di conti correnti adatti alla soddisfazione di ogni necessità ed esigenza. Vediamone la scheda completa con informazioni e costi.

Il Conto WebSella.it è il conto dedicato a chi preferisce effettuare l’accesso e la gestione del proprio conto direttamente tramite internet, in completa autonomia, comodamente da casa propria e presso gli sportelli automatici a qualsiasi ora ed in qualsiasi giorno dell’anno.

Questa tipologia di conto garantisce condizioni assolutamente vantaggiose in quanto non prevede il pagamento di alcun canone mensile o annuale ed i prelievi possono essere effettuati in modo illimitato presso tutti gli sportelli ATM sia in Italia che nei paesi appartenenti all’Unione Europea. La carta di credito e la carta di debito vengono concesse gratuitamente.

Anche la domiciliazione delle utenze, i bonifici ed il pagamento delle bollette sono totalmente gratuiti, l’unica commissione prevista è pari a circa 5,00 euro per ogni operazione effettuata presso lo sportello interno della banca.

Il Gruppo Banca Sella permette anche di utilizzare la firma digitale SellaDigit che consente la sottoscrizione di documenti digitali avendo lo stesso valore legale della firma effettuata di persona.

Il Conto Tuo Clic, invece, è adatto a chi desidera avere un conto economico ma completo, a metà strada tra un conto tradizionale e un conto online, ed allo stesso tempo vuole operare maggiormente tramite il web.

In questo caso è previsto un piccolo canone di circa 2,50 euro al mese, il costo per il rilascio della carta Bancomat è di circa 6,00 euro e per la carta di credito di circa 15,00 euro per il primo anno, mentre durante gli anni successivi la spesa diminuirà anche in base all’utilizzo annuale della carta. Il prelievo presso altre banche costa circa 1,80 euro ma per i primi due mesi è gratuito. Per i bonifici effettuati online l’ammontare previsto è di circa 0,95 euro l’uno mentre le commissioni applicate per operazioni effettuate presso gli sportelli interni sono di circa 2,50 cadauna.

È possibile anche attivare SellaBox, per poter ricevere in modo comodo ed immediato direttamente online tutte le comunicazioni relative al proprio conto corrente senza sostenere alcun costo per l’invio dei rendiconti bancari.

Conto Tuo Famiglia consente, con un canone mensile di circa 3,00 euro, di ottenere anche la polizza assicurativa Famiglia InChiaro per un massimale assicurato di 250.000 euro. La carta Bancomat è gratuita per il primo anno e gli anni successivi avrà un canone di 13 euro annui circa, mentre la carta di credito avrà anch’essa un canone gratuito per il primo anno ed un canone decrescente per gli anni successivi, che verrà stabilito in base all’utilizzo della carta stessa.

I bonifici online hanno un costo di 0,15 euro circa su banche del circuito Gruppo Sella e di circa 2,00 euro su banche appartenenti ad altri circuiti. Le operazioni effettuate presso gli sportelli interni con questa tipologia di conto sono gratuite.

Come Trattare l’Oro sul Forex

Scegliere di trattare sul Forex per speculare sul valore dell’oro è di gran lunga il modo migliore di trarre profitto dall’attuale rialzo dei prezzi. La maggior parte dei broker, infatti, propone di trattare un certo numero di materie prime tra cui, ovviamente, l’oro. Per sapere precisamente come funziona il trading dell’oro sul Forex, ecco alcune spiegazioni e qualche consiglio.

Il Forex è in origine il mercato sul quale si scambiano le valute mondiali. Speculare sul Forex consiste dunque nell’anticipare il rialzo di uno o più tassi di cambio cioè dei valori delle valute tra loro.

Da qualche anno i mediatori che offrono ai privati la possibilità di accedere al mercato delle valute sono sempre più numerosi. Di conseguenza questi broker hanno potuto sviluppare le loro offerte di trading e permettono ormai di trattare su altri mercati come quello dei CFD o quello delle materie prime.

In cosa consiste il trading dell’oro sul Forex?
Trattare l’oro sul Forex consiste molto semplicemente nel comprare virtualmente dell’oro ad un certo prezzo, sperando di rivenderlo più tardi ad un prezzo più elevato. Potete scegliere di conservare le vostre posizioni aperte finchè i valori non avranno raggiunto il livello che sperate, per ottenere dei guadagni o piazzare degli ordini stop e limite ai livelli maggiori e minori che non volete superare. Questi ordini eseguiranno quindi al vostro posto l’acquisto o la vendita di oro virtuale senza che voi siate obbligati a seguire con attenzione l’evoluzione dei valori.

Il vostro guadagno rappresenta quindi la differenza tra il prezzo al quale avete comprato l’oro e il prezzo al quale lo rivendete. Ovviamente il broker Forex attraverso il quale avrete effettuato la vostra transazione si remunera facendovi acquistare l’oro un po’ al di sopra del prezzo di mercato e rivendendolo un po’ al di sotto del prezzo di mercato. La differenza così constatata si chiama “spread” ed è esposta in maniera totalmente trasparente dai mediatori in linea. Del resto questa soluzione risulta molto meno costosa che il passare per un consulente bancario o per un’agenzia di mediazione.

Come cominciare a trattare l’oro sul Forex?
Per lanciarvi nel trading dell’oro sul Forex, vi basta aprire un conto presso uno dei numerosi broker del mercato. Vi sarà semplicemente richiesto di riempire un formulario di iscrizione e poi di depositare un ammontare di denaro sul vostro conto di trading.

Ma prima di giocare con il vostro denaro alcuni di questi mediatori vi offrono la possibilità di testare il trading dell’oro utilizzando un conto dimostrativo gratuito.

Potrete così testarvi nel trading in condizioni reali senza rischiare di perdere un centesimo.

Un’altra particolarità molto vantaggiosa del trading dell’oro sul Forex è che qui potete beneficiare di un effetto leva. Questo effetto leva riesce in qualche maniera a moltiplicare fittiziamente l’ammontare del vostro investimento per un coefficiente dato. Così i vostri guadagni sono più interessanti e più rapidi.

Una volta pronti per la speculazione, dovete aspettare il momento migliore per prendere posizione, ossia il momento in cui i valori sono più bassi possibile, e poi conservare la vostra posizione aperta finché il prezzo dell’oro non abbia raggiungo un livello sufficientemente elevato per procurarvi dei guadagni significativi. In questo preciso momento e cliccando semplicemente sul bottone “vendere” liquiderete la vostra posizione e la somma corrispondente al vostro plusvalore verrà versata direttamente sul vostro conto di trading. Potrete quindi ritirarla in qualunque momento per profittarne o utilizzarla per effettuare altre operazioni.

Come Sfrattare un Inquilino in Caso di Necessità

Come abbiamo già visto su questo sito, il locatore può sfrattare l’inquilino per necessità. Questo però non può avvenire sempre, ma solo dopo che sia trascorso il primo quadriennio di durata del contratto di locazione. Vale a dire che prima dei quattro anni il proprietario non può in nessun caso e per nessun motivo pretendere che l’inquilino lasci la casa, nemmeno – magari – offrendogli la disponibilità di un immobile nelle vicinanze, qualora l’inquilino non accetti il cambio.

Dopo il quadriennio, anzi, prima di 6 mesi dalla scadenza, il proprietario locatore, per poter procedere con lo sfratto per necessità deve inviare all’inquilino una lettera raccomandata con avviso di ritorno rappresentandogli la volontà di non rinnovare il rapporto di locazione (per un ulteriore quadriennio) e specificando le relative ragioni. Per scrivere il documento è possibile utilizzare questo modello di disdetta contratto di locazione.

Secondo la Corte di Cassazione, peraltro, i motivi vanno comunicati non appena si manifesta la necessità da parte del proprietario di ritornare nel possesso dell’immobile (Cass. Civ. n. 14623/2017).

Risolvere il contratto prima del quadriennio non è quindi possibile, a meno non si riesca a raggiungere un accordo bonario con l’occupante, ad esempio facendogli un’offerta economica.

Qualora, scaduto il termine di 4 anni, l’inquilino non lasci la casa di sua spontanea volontà, al proprietario non resta altra alternativa che fare una causa in Tribunale chiedendo lo sfratto e fornendo la prova della necessità dell’utilizzo dell’immobile. In nessun caso invece il proprietario potrà farsi giustizia da sè cambiando la serratura o staccando le utenze di acqua e luce, fattispecie queste che potrebbero addirittura far scattare il reato penale da parte sua. La causa può essere incominciata anche prima della fine della locazione.

Queste sono le circostanze che il proprietario può addurre al fine di ottenere lo sfratto per necessità, previste dalla legge all’art. 59 L. n. 392/1978, utilizzabili ovviamente come detto dopo i primi 4 anni

quando abbia la necessità, verificatasi dopo la costituzione del rapporto locatizio, di destinare l’immobile ad uso abitativo, commerciale, artigianale o professionale proprio, del coniuge o dei parenti in linea retta entro il secondo grado;
quando, volendo disporre dell’immobile per abitazione propria, del coniuge o dei propri parenti in linea retta fino al secondo grado oppure quando, trattandosi di ente pubblico o comunque con finalità pubbliche sociali, mutualistiche, cooperativistiche, assistenziali o di culto che voglia disporre dell’immobile per l’esercizio delle proprie funzioni, offra al conduttore altro immobile idoneo per cui sia dovuto un canone di locazione proporzionato alle condizioni del conduttore medesimo e comunque non superiore del 20 per cento al canone del precedente immobile e assuma a suo carico le spese di trasloco. Quando l’opposizione del conduttore all’azione del locatore risulti infondata, questi potrà essere esonerato dalle spese di trasloco;
quando l’immobile locato sia compreso in un edificio gravemente danneggiato che debba essere ricostruito o del quale debba essere assicurata la stabilità e la permanenza del conduttore impedisca di compiere gli indispensabili lavori;
quando il proprietario intenda demolire o trasformare notevolmente l’immobile locato per eseguire nuove costruzioni o, trattandosi di appartamento sito all’ultimo piano, quando intenda eseguire sopraelevazioni a norma di legge, e per eseguire sia indispensabile per ragioni tecniche lo sgombero dell’appartamento stesso;
quando l’immobile locato sia di interesse artistico o storico, ai sensi della legge 1° giugno 1939, n. 1089, nel caso in cui la competente sovraintendenza riconosca necessario ed urgente che si proceda a riparazioni o restauri, la cui esecuzione sia resa impossibile dallo stato di occupazione dell’immobile;
quando il conduttore può disporre di altra abitazione idonea alle proprie esigenze familiari nello stesso comune ovvero in un comune confinante;
quando il conduttore, avendo sublocato parzialmente l’immobile, non lo occupa nemmeno in parte, con continuità. Si presume l’esistenza della sublocazione quando l’immobile risulta occupato da persone che non sono alle dipendenze del conduttore o che non sono a questo legate da vincoli di parentela o di affinità entro il quarto grado, salvo che si tratti di ospiti transitori. La presunzione non si applica nei confronti delle persone che si sono trasferite nell’immobile assieme al conduttore;
quando il conduttore non occupa continuativamente l’immobile senza giustificato motivo.
quando il proprietario voglia vendere l’immobile.
Se invece il proprietario si dimentica di inviare la disdetta il contratto di locazione si rinnoverà tacitamente per un ulteriore quadriennio, quindi è importante che egli si attivi per tempo.

L’inquilino può invece lasciare la casa anche nel corso del primo quadriennio, in presenza di cause sopravvenute e che non dipendono dalla sua volontà. Anche egli deve inviare la racc. a/r – disdetta rappresentando al locatore-proprietario i gravi motivi venutisi a creare.

Altre vicende che possono dar luogo allo sfratto
Oltre a quanto visto sopra, vi sono altre vicende che possono dar luogo allo sfratto, in questo caso anche prima della fine del primo quadriennio.

In primis si può richiamare il caso dello sfratto per morosità: se il conduttore non paga il canone di affitto (anche solo uno) e il ritardo dura per più di 20 giorni, si potrà procedere con la causa per sfratto. Quì peraltro il conduttore potrà evitare di essere cacciato pagando, sino alla prima udienza e dunque davanti al Giudice, l’arretrato, oppure richiedendo al Giudice un termine di 90 giorni (non prorogabile) per farlo.

In secondo luogo vi è il mancato pagamento delle spese condominiali che ricadono sul conduttore, ove l’importo corrisponda a 2 mensilità del canone di affitto.

Un’ulteriore vicenda che può dar luogo alla risoluzione del contratto la si ha per il caso in cui l’inquilino sia molesto all’interno del condominio oppure non rispetti il regolamento condominiale.