Come Guadagnare Online Vendendo Domini

Guadagnare on line , arricchirsi con Internet, fare i soldi con un blog, ecc., sono tutte tematiche che trovano moltissimo spazio on line su siti, portali, piccoli blog, forum, newsletter, ecc..

Alcuni contenuti che si incontrano online, sono anche interessanti, molti altri invece, sono solo ‘aria fritta’ per vendere spazi pubblicitari.

La compra e vendita di domini, rappresenta per molti soggetti (sia italiani che stranieri) una nicchia di business interessante che in taluni casi, consente di ‘assestare’ dei colpi profittevoli concludendo transazioni commerciali estremamente vantaggiose.

In pratica, ogni giorno, migliaia di domini vengono acquistati in Italia (molti e molti di più ovviamente nel resto del mondo).

L’acquisto di questi nomi a dominio, viene attuato presso società di registrazione e gestione domini che si occupano di questi servizi.

Vi sono infatti delle grandi società internazionali che operano a fianco di centri di registrazione nazionale (il Nic in Italia).

Contemporaneamente però, una quantità davvero enorme di nomi a dominio, ogni anno, viene ‘dismessa’, cioè, i loro titolari non procedono più al rinnovo del nome a dominio e conseguentemente, questi indirizzi Web finiscono disponibili sul mercato.

Oggi poi, in Italia questo fenomeno si acuisce propria a causa della crisi per cui molte imprese chiudono abbandonando il nome a dominio.

In taluni casi poi, questi nomi a dominio hanno un ‘elevato potenziale commerciale’ e sono ambiti da altri concorrenti.

A questo punto, in mezzo a questa massa enorme di domini che giornalmente vengono ‘abbandonati’, si incontrano alcuni particolari indirizzi Web che hanno caratteristiche molto richieste dal ‘mercato’ e quindi, anche abbastanza facilmente ‘vendibili’.

Si tratta cioè di quei nomi a dominio legati ad alcuni marchi prestigiosi, oppure, perché identificano un settore molto richiesto ed in ogni caso, ci si trova di fronte a domini che possono essere ‘piazzati’ a breve sul mercato a prezzi decisamente sostenuti (talvolta molto elevati).

Questi ‘broker’ di domini, attraverso una serie di controlli e verifiche, effettuano una cernita fra i molti nomi a dominio in scadenza e li acquistano per poterli poi riproporre a potenziali acquirenti.

Quindi, alle spalle, c’è sempre una selezione che individua un certo numero di indirizzi Web classificati come ‘di valore’.

Guadagnare on line seriamente. Un business senza particolari investimenti.

In effetti, gli investimenti previsti per gestire questo tipo di operazioni, sono bassi.

Si tratta cioè di acquistare e mantenere per un certo periodo questi nomi a dominio sino a quando non si troverà un nuovo compratore.

Capita molto spesso, scrivendo un nome un indirizzo Web su un motore di ricerca, di ritrovarsi in una pagina con la scritta : ‘questo dominio è in vendita’.

Significa quindi che il potenziale compratore, deve proporre un’offerta considerata ‘adeguata’ al titolare del dominio, oppure, in altri casi, attendere la richiesta del prezzo di vendita da parte del ‘broker’ di domini.

Le criticità di questo tipo di business derivano dai tempi, spesso non brevissimi, nei quali si riesce a vendere i domini acquistati.

Talvolta, i potenziali acquirenti, non sono disponibili a pagare le cifre richieste e quindi, il broker, deve scendere con le richieste ed intavolare una trattativa.

Se i domini infatti rimangono invenduti infatti, i costi di gestione annua dei domini rimarranno a carico del broker che dovrà provvedere ai costi annui di gestione.

Conti in Oro – Cosa Sono

Se decidete di investire in oro sappiate che esistono dei conti pensati espressamente per detenere questo tipo di valore. Passiamo quindi in rassegna le varie tipologie di conti in oro.

I conti assegnati e i conti non assegnati
I conti detti di “deposito” in oro si differenziano in conti assegnati e conti non assegnati. Per quanto riguarda i conti assegnati, sono delle casseforti stoccate presso un fornitore. Questa cassaforte è evidentemente ben sorvegliata e vi si può depositare fisicamente dell’oro in varie forme (lingotti, monete…).

Ogni deposito è numerato e vi si aggiunge un punzone di qualità in funzione del suo valore reale determinato in base alla purezza e al peso in oro. Anche se questo servizio sarà fatturato al depositario, costituisce una delle maniere più sicure di possedere dell’oro. Il principale vantaggio dei conti assegnati è che solo il depositario ha il diritto di prestare o vendere l’oro che gli appartiene. I conti non assegnati, invece, funzionano diversamente. In questo caso, infatti, la banca che stocca l’oro ha il diritto di utilizzarlo cioè di prestarlo. Il principale vantaggio di questo tipo di conti è l’assenza di spese di giacenza. Ma alcune banche hanno recentemente cominciato a caricare delle spese di gestione sui conti non assegnati per via della loro scarsa redditività. Come per qualsivoglia piazzamento bancario, i titolari di conti non assegnati dipendono dalla solvibilità della banca e i clienti di questo tipo di conto sono spesso dei grandi investitori o degli agenti di banche private visto che solo le quantità superiori alle 1.000 once vi vengono accettate.

I conti collettivi
I conti collettivi in oro hanno il vantaggio di essere accessibili con piccole quantità d’oro, di avere interessi definiti in anticipo e costanti indipendentemente dall’ammontare in oro che vi viene depositato.

I piani di accumulo
Detti anche GAP, assomigliano ai piani di risparmio classici. Si tratta di risparmiare una certa somma in maniera regolare e cadenzata. La somma risparmiata viene allora investita in oro. Uno dei vantaggi di questo tipo di conti è che gli acquisti in oro non sono assoggettati ad un premio come accade per gli acquisti d’oro indipendenti.

I rischi son anch’essi limitati perché l’investimento si fa a lungo termine e progressivamente. Se il detentore del conto desidera chiudere il suo conto, può recuperare l’oro nella sua forma fisica.

Le valute elettroniche
Risulta essere una maniera efficace di utilizzare l’oro come moneta.

L’oro fisico così stoccato viene convertito elettronicamente e può essere utilizzato come un portamonete virtuale.

Riassumendo, esistono numerose maniere di stoccare, piazzare o utilizzare l’oro a fini finanziari. Benché alcuni conti siano più redditizi di altri, bisogna ricordarsi l’aspetto della sicurezza per investire nella maniera migliore e rendere redditizio questo investimento nel tempo.

Come Diventare un Pr

Quando parliamo di pr, identifichiamo con questo termine spesso quei personaggi che operano a cavallo fra diversi settori :

moda, comunicazione, spettacolo, tempo libero, ecc., quindi, parliamo di professionisti che vanno a coprire una serie di competenze all’interno di vari settori e segmenti.

Oggi esistono facoltà universitarie, scuole di formazione, corsi ad hoc, ecc. che consentono percorsi formativi mirati per acquisire le competenze necessarie per inserirsi in questo settore.

La maggioranza dei pr attualmente operativi sul mercato, in particolare quelli più famosi, si sono formati in maniera autodidatta, cioè, hanno cominciato da zero, privilegiando un’esperienza sul campo e formandosi mano amano nel tempo e costruendo così una professionalità che si è arricchite di varie competenze ed esperienze, anche in ambiti differenziati.

Dal mondo dello spettacolo a quello del giornalismo, per non parlare della politica o dell’impresa, i grandi pr attualmente operativi, sono talvolta partiti da esperienze differenti ma nel tempo, hanno saputo indirizzarsi anche in altri ambiti, più consoni e maggiormente richiesti dal mercato.

Qualcuno, ancor oggi, erroneamente associa la figura del pr con un’attività ‘esteriore’ fatta esclusivamente di ‘immagine e relazioni formali’.

In realtà, il pr, è un professionista che è in grado di ‘coprire’ la somma di un insieme diversificato di competenze :
la comunicazione. Cioè, la capacità di trasmettere in maniera chiara e rapida un messaggio ad una platea ampia o ristretta di persone per raggiungere un determinato risultato.
Il pr, deve conoscere in maniera approfondita la comunicazione, gli strumenti per ‘comunicare’ e deve nel tempo, creare un insieme di relazioni, contatti che rappresentano il suo patrimonio professionale;
la gestione di un insieme di risorse.

Il pr nella maggior parte dei casi, si avvale di uno staff, di un insieme di collaboratori(alcuni dotati anche di competenze diverse), di un ufficio, oltre a gestire anche una serie di relazioni e contatti che rappresentano la ‘risorsa’ principale dell’attività.
Riuscire a mixare queste competenze, mezzi, collaborazioni, contatti, ecc., è la differenza fra un pr di successo ed uno mediocre;

Un pr di successo, spesso, all’inizio della carriera, è semplicemente un giovane collaboratore di uno staff organizzato che con il passare del tempo, tende a migliorarsi sempre di più, sino a decidere di mettersi in proprio.

Le opportunità però, non sempre giungono solo dal settore in cui sino ad allora operato.
Spesso, le occasioni per inserirsi ‘alla grande’, provengono da altri ambiti e quindi, il nuovo professionista, dovrà riuscire a creare le condizioni per crescere , adattarsi e fornire servizi di qualità ai propri clienti, anche in contesti non del tutto simili a quelli in cui ha operato all’inizio della sua formazione.

In particolare poi, all’inizio della sua carriera, il pr, disponendo di pochi mezzi e risorse, dovrà ovviare a tutto ciò mediante collaborazioni, anche con altri professionisti ed organizzazioni.

Come Funzionano le Società a Responsabilità Limitata

La società a responsabilità limitata (S.r.l.), disciplinata nel Codice Civile dagli articoli 2462-2483, rappresenta la forma più flessibile e diffusa tra le società di capitali, destinata tendenzialmente ad imprese di dimensioni più ridotte.
La S.r.l. presenta caratteristiche intermedie tra società di capitali e società di persone, condividendo con le prime l’autonomia patrimoniale perfetta, con i soci che rispondono limitatamente alla propria quota delle obbligazioni sociali, e con le società di persone la forte autonomia statutaria nella disciplina dei rapporti interni tra soci.
Il capitale sociale minimo è di € 10.000,00, suddiviso in quote che attribuiscono a ciascun socio un potere proporzionale alla quota posseduta, salva diversa disposizione dell’atto costitutivo. Possono essere oggetto di conferimento (art. 2464 c.c.) tutti gli elementi dell’attivo suscettibili di valutazione economica: denaro, crediti, beni mobili ed immobili, ma anche prestazioni di opera o di servizi in favore della società, per le quali si richiede la presentazione di una polizza d’assicurazione o di una fideiussione bancaria che garantisca gli obblighi assunti dal socio.
Al momento della sottoscrizione dell’atto costitutivo è richiesto che venga versato almeno il 25% dei conferimenti in denaro (l’intero ammontare in caso di S.r.l. con un unico socio): tale versamento può essere sostituito da una polizza o da una fideiussione bancaria che lo garantisca.
L’atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico e deve indicare i dati necessari all’identificazione dei soci e della società, l’attività che costituisce l’oggetto sociale, l’ammontare del capitale sottoscritto e versato, i conferimenti e le quote di partecipazione di ciascun socio, i soggetti cui è affidata l’amministrazione e gli eventuali soggetti incaricati del controllo contabile, le norme relative al funzionamento della società, indicando quelle concernenti l’amministrazione e la rappresentanza e ripartendo di conseguenza le competenze fra soci e amministratori, l’importo globale delle spese di costituzione.
Entro 20 giorni dalla sottoscrizione il notaio provvede a depositare l’atto costitutivo presso l’ufficio del Registro delle imprese competente, richiedendo contestualmente l’iscrizione della società al registro stesso, che conferisce personalità giuridica alla società. Per le operazioni compiute prima dell’iscrizione sono illimitatamente e solidalmente responsabili verso i terzi coloro che hanno agito.
Salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo, l’amministrazione è affidata ad uno o più soci (art. 2475 c.c.) nominati dall’assemblea. L’ampia autonomia statutaria di cui gode la S.r.l. con riferimento alle strutture organizzative, porta all’individuazione di diversi modelli di amministrazione e organi amministrativi:

organo amministrativo monocratico, con la figura dell’amministratore unico;
organo amministrativo pluripersonale, con la costituzione di un consiglio di amministrazione che può deliberare collegialmente o non collegialmente, mediante consultazione scritta o consenso espresso per iscritto dagli amministratori;
organo amministrativo pluripersonale con regime di amministrazione disgiuntiva o congiuntiva, con l’applicazione delle regole previste per le società di persone (artt. 2257-2258 c.c.).

Gli amministratori hanno la rappresentanza generale della società e sono solidalmente responsabili verso di essa per i danni che possono derivare dall’inosservanza dei doveri imposti dall’atto costitutivo o della legge. Tale responsabilità non si estende a chi dimostri di essere esente da colpa o che abbia fatto constare il proprio dissenso.
I soci hanno potere decisionale, oltre che sulle materie loro riservate dallo statuto, sulla nomina degli amministratori e del collegio sindacale, sulle modifiche dell’atto costitutivo, sull’approvazione del bilancio e sulle operazioni che possono portare a modificazioni dell’oggetto sociale o dei diritti dei soci. Per l’approvazione dell’assemblea dei soci è necessaria la maggioranza degli aventi diritto al voto ed almeno la metà del capitale sociale.
Nel caso in cui la società sia a tempo indeterminato, il socio ha diritto di recesso in qualsiasi momento inviando comunicazione con lettera raccomandata almeno 180 giorni prima. Colui che recede ha diritto a veder liquidata la propria quota in modo proporzionale al valore del patrimonio sociale, alle prospettive reddituali della società stessa e del probabile valore di mercato delle quote.

L’esclusione del socio è prevista solo per giusta causa o per i casi indicati nello statuto. Come nelle società di persone, la decisione deve essere presa a maggioranza dall’assemblea dei soci.

L’atto costitutivo può prevedere, determinandone competenze e poteri, la nomina di un collegio sindacale o di un revisore. Qualora il capitale sociale sia uguale o maggiore di quello previsto per le S.p.A. (€ 120.000,00) o nel caso in cui per due esercizi consecutivi siano stati superati due dei limiti indicati dal primo comma dell’art. 2435 bis, la nomina del collegio sindacale è obbligatoria.
Lo scioglimento della società è disciplinato dall’art. 2484 c.c., che prevede le seguenti cause:
decorrenza del termine;
conseguimento dell’oggetto sociale o sopravvenuta impossibilità di conseguirlo;
impossibilità di funzionamento o continuata inattività dell’assemblea;
riduzione del capitale al di sotto del minimo legale, fatta salva la sua contestuale reintegrazione;
ipotesi previste dall’art. 2473 del c.c., connesse al procedimento di liquidazione della partecipazione sociale che fa capo al socio recedente;
deliberazione dell’assemblea;
altre cause previste dall’atto costitutivo, dallo statuto e dalle leggi vigenti.

Società a responsabilità limitata semplificata

La società a responsabilità limitata semplificata è una nuova forma di s.r.l. prevista dall’art. 2463 bis del Codice Civile, introdotto nel nostro ordinamento dall’art. 3 del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”, (cosiddetto “decreto sulle liberalizzazioni”) e modificato dal decreto legge n. 76 del 28 giugno, c.d. DL Lavoro.

La società a responsabilità limitata semplificata può essere costituita con contratto o mediante atto unilaterale (è ammessa quindi la forma unipersonale) esclusivamente da persone fisiche

L’ammontare del capitale sociale, pari ad almeno un euro e inferiore ai 10.000 euro, deve essere interamente sottoscritto e versato alla data di costituzione. Il conferimento può avvenire esclusivamente in denaro e deve essere versato direttamente all’organo amministrativo.

L’atto costitutivo redatto per atto pubblico, in conformità al modello standard predisposto con apposito decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico deve necessariamente indicare:

il cognome, il nome, la data, il luogo di nascita, il domicilio, la cittadinanza di ciascun socio;
la denominazione sociale contenente l’indicazione di società semplificata a responsabilità limitata, il comune ove sono poste la sede della società e le eventuali sedi secondarie;
l’ammontare del capitale sociale pari ad almeno un euro e inferiore ai 10.000 euro;
l’attività che costituisce l’oggetto sociale della società;
la quota di partecipazione di ciascun socio;
le norme relative al funzionamento della società, indicando quelle concernenti l’amministrazione, la rappresentanza;
le persone cui è affidata l’amministrazione e l’eventuale soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti;
il luogo e la data di sottoscrizione;
gli amministratori della società.
Lo stesso articolo del codice civile prevede infine l’adempimento di alcuni specifici obblighi pubblicitari, stabilendo che negli atti e nella corrispondenza della società, nonché nello spazio elettronico destinato alla comunicazione ad essa relativo (es. sito internet), debbano essere indicati la denominazione di società a responsabilità limitata semplificata, l’ammontare del capitale sottoscritto e versato, la sede della società e l’ufficio del registro delle imprese presso cui questa è iscritta.

Per espressa previsione dell’art. 3, comma 3, del D.L. 1/2012, l’atto costitutivo e l’iscrizione nel registro delle imprese sono esenti da diritto di bollo e da diritti di segreteria e non sono dovuti onorari notarili se costituite utilizzando gli statuti standard.

Permane il pagamento dell’imposta di registro all’Agenzia delle Entrate e dei diritti camerali.

Non sono previste semplificazioni per quanto concerne gli obblighi contabili e fiscali ed il bilancio annuale.

Salvo quanto previsto dal citato art. 2463 bis C.C., si applicano alla società a responsabilità limitata semplificata le disposizioni di cui agli artt. 2462- 2483 del codice civile (Capo VII – Della società a responsabilità limitata) in quanto compatibili.

VANTAGGI

nessun costo di costituzione;
possibilità di versare un capitale inferiore a € 10.000;

SVANTAGGI

assenza di capitale sociale con conseguenti difficoltà ad ottenere prestiti dalle banche.

Società a responsabilità limitata con unico socio

La società a responsabilità limitata avente un unico socio (S.r.l. unipersonale), al pari della S.r.l. pluripersonale, è dotata di personalità giuridica e gode di autonomia patrimoniale perfetta.
Elementi che la differenziano dalla S.r.l. pluripersonale sono ravvisabili nelle disposizioni relative alla sua costituzione e nelle ipotesi di perdita della responsabilità illimitata:
alla sottoscrizione dell’atto costitutivo deve essere versato l’intero capitale sociale;
il socio diventa illimitatamente responsabile nel caso in cui si verifichino contemporaneamente le seguenti condizioni: non sia stata fatta la prescritta pubblicità nel registro delle imprese, il capitale sociale non sia stato interamente versato e la società sia insolvente.
La ragione sociale deve indicare che si tratta di una società unipersonale.

Molto interessante.

Come Funzionano Società per Azioni

La società per azioni (S.p.A.), disciplinata nel Codice Civile dall’art. 2325 e seguenti, è una società di capitali dotata di personalità giuridica e con autonomia patrimoniale perfetta.

Per le obbligazioni sociali risponde la società con il suo patrimonio, che risulta essere completamente distinto da quello dei soci, la cui responsabilità è limitata al capitale sottoscritto.

La costituzione di una S.p.A. può avvenire per contratto associativo tra due o più persone (sia fisiche che giuridiche) o per atto unilaterale, nel caso di società unipersonale, avente cioè un unico socio.

L’atto costitutivo deve essere redatto nella forma dell’atto pubblico e indicare, come previsto dall’art. 2328 del c.c.:

il cognome e il nome o la denominazione, la data ed il luogo di nascita o lo Stato di costituzione, il domicilio o la sede, la cittadinanza dei soci e degli eventuali promotori, nonché il numero delle azioni assegnate a ciascuno di essi;
la denominazione e il comune ove sono poste la sede della società e le eventuali sedi secondarie;
l’attività che costituisce l’oggetto sociale;
l’ammontare del capitale sottoscritto e di quello versato;
il numero e l’eventuale valore nominale delle azioni, le loro caratteristiche e le modalità di emissione e circolazione;
il valore attribuito ai crediti e beni conferiti in natura;
le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti;
i benefici eventualmente accordati ai promotori o ai soci fondatori;
il sistema di amministrazione adottato, il numero degli amministratori e i loro poteri, indicando quali tra di essi hanno la rappresentanza della società;
il numero dei componenti il collegio sindacale;
la nomina dei primi amministratori e sindaci ovvero dei componenti del consiglio di sorveglianza e, quando previsto, del soggetto al quale è demandato il controllo contabile;
l’importo globale delle spese per la costituzione poste a carico della società;
la durata della società, ovvero, se la società è costituita a tempo indeterminato, il periodo di tempo, comunque non superiore ad un anno, decorso il quale il socio potrà recedere.
Lo statuto, contenete le norme che regolano il funzionamento della società, costituisce parte integrante dell’atto costitutivo.

Il capitale sociale della S.p.A. è suddiviso in titoli denominati azioni. Condizione indispensabile per la costituzione della società è che il capitale venga integralmente sottoscritto.

La sottoscrizione delle azioni può avvenire secondo due modalità:

simultanea, quando il contratto viene stipulato alla presenza di un pubblico ufficiale e di tutti i soci fondatori;
pubblica, quando i promotori danno pubblicità alla possibilità di sottoscrivere le azioni della società e solo successivamente alla sottoscrizione di tutte le quote si convoca l’assemblea dei sottoscrittori per la stipulazione dell’atto costitutivo.

Entro 20 giorni dalla stipula il notaio provvede a depositare l’atto costitutivo presso l’ufficio del Registro delle imprese competente, richiedendo contestualmente l’iscrizione della società al registro stesso. L’iscrizione conferisce personalità giuridica alla società.

Il capitale sociale minimo previsto è pari a € 120.000,00: al momento della sottoscrizione dell’atto costitutivo deve essere versato in denaro almeno il 25% dei conferimenti, eccezion fatta per la S.p.A. unipersonale, per la quale è richiesto il versamento del loro intero ammontare. Sono ammessi conferimenti (art. 2342 c.c.) in denaro, in natura e di crediti, mentre sono esclusi i conferimenti aventi ad oggetto prestazioni d’opera o di servizi. I conferimenti in natura devono essere sottoposti a perizia di un ufficiale giudiziario incaricato dal tribunale ove la società ha sede e devono essere interamente liberati al momento della sottoscrizione.

Le azioni che costituiscono il capitale sociale rappresentano la partecipazione alla società ed incorporano l’insieme dei diritti connessi allo status di socio. Tali diritti, a seconda del tipo di azione, possono essere amministrativi (es. di voto, di partecipazione alle assemblee, di consultazione dei libri sociali) e/o patrimoniali (es. all’utile, alla liquidazione della quota).

Ferma restando la presenza dell’assemblea dei soci, seppur con ruoli e competenze significativamente differenti a seconda dell’opzione prescelta, il codice civile prevede per le S.p.A. tre sistemi di amministrazione e controllo (art. 2380 c.c.):

il sistema tradizionale, automaticamente adottato in mancanza di diverse disposizioni statutarie, si caratterizza per la presenza di un organo amministrativo monocratico (amministratore unico) o pluripersonale (consiglio di amministrazione che opera collegialmente) e di un organo di controllo che vigila sulla legalità e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, il collegio sindacale, entrambi eletti dall’assemblea dei soci;
il sistema dualistico, fondato sulla compresenza di due organi collegiali, il consiglio di gestione, cui è affidata in via esclusiva la gestione, ed il consiglio di sorveglianza, con competenze analoghe al collegio sindacale del sistema tradizionale e competenze sostitutive di alcune attribuzioni che nel sistema tradizionale appartengono all’assemblea dei soci (es. approvazione del bilancio d’esercizio e di nomina degli amministratori). L’assemblea nomina i membri del consiglio di sorveglianza, che a loro volta nominano i membri del consiglio di gestione;
il sistema monistico, basato su un consiglio di amministrazione (è esclusa la possibilità dell’amministratore unico), cui è affidata in via esclusiva la gestione, che nomina al suo interno un comitato per il controllo sulla gestione, organo che sostituisce il collegio sindacale.

Lo scioglimento della società per azioni avviene per una delle cause contemplate nell’art. 2484 del Codice Civile:
decorso del termine;
conseguimento dell’oggetto sociale o sopravvenuta impossibilità di conseguirlo;
impossibilità di funzionamento o continua inattività dell’assemblea;
riduzione del capitale sociale sotto il minimo legale, fatte salve le possibilità della trasformazione della società e della reintegrazione del capitale sociale;
impossibilità di liquidare la quota del socio recedente;
deliberazione dell’assemblea;
altre cause determinate dall’atto costitutivo, dallo statuto o dalla legge;
fallimento;
provvedimento dell’autorità governativa.

Molto interessante.