Come Trattare l’Oro sul Forex

Scegliere di trattare sul Forex per speculare sul valore dell’oro è di gran lunga il modo migliore di trarre profitto dall’attuale rialzo dei prezzi. La maggior parte dei broker, infatti, propone di trattare un certo numero di materie prime tra cui, ovviamente, l’oro. Per sapere precisamente come funziona il trading dell’oro sul Forex, ecco alcune spiegazioni e qualche consiglio.

Il Forex è in origine il mercato sul quale si scambiano le valute mondiali. Speculare sul Forex consiste dunque nell’anticipare il rialzo di uno o più tassi di cambio cioè dei valori delle valute tra loro.

Da qualche anno i mediatori che offrono ai privati la possibilità di accedere al mercato delle valute sono sempre più numerosi. Di conseguenza questi broker hanno potuto sviluppare le loro offerte di trading e permettono ormai di trattare su altri mercati come quello dei CFD o quello delle materie prime.

In cosa consiste il trading dell’oro sul Forex?
Trattare l’oro sul Forex consiste molto semplicemente nel comprare virtualmente dell’oro ad un certo prezzo, sperando di rivenderlo più tardi ad un prezzo più elevato. Potete scegliere di conservare le vostre posizioni aperte finchè i valori non avranno raggiunto il livello che sperate, per ottenere dei guadagni o piazzare degli ordini stop e limite ai livelli maggiori e minori che non volete superare. Questi ordini eseguiranno quindi al vostro posto l’acquisto o la vendita di oro virtuale senza che voi siate obbligati a seguire con attenzione l’evoluzione dei valori.

Il vostro guadagno rappresenta quindi la differenza tra il prezzo al quale avete comprato l’oro e il prezzo al quale lo rivendete. Ovviamente il broker Forex attraverso il quale avrete effettuato la vostra transazione si remunera facendovi acquistare l’oro un po’ al di sopra del prezzo di mercato e rivendendolo un po’ al di sotto del prezzo di mercato. La differenza così constatata si chiama “spread” ed è esposta in maniera totalmente trasparente dai mediatori in linea. Del resto questa soluzione risulta molto meno costosa che il passare per un consulente bancario o per un’agenzia di mediazione.

Come cominciare a trattare l’oro sul Forex?
Per lanciarvi nel trading dell’oro sul Forex, vi basta aprire un conto presso uno dei numerosi broker del mercato. Vi sarà semplicemente richiesto di riempire un formulario di iscrizione e poi di depositare un ammontare di denaro sul vostro conto di trading.

Ma prima di giocare con il vostro denaro alcuni di questi mediatori vi offrono la possibilità di testare il trading dell’oro utilizzando un conto dimostrativo gratuito.

Potrete così testarvi nel trading in condizioni reali senza rischiare di perdere un centesimo.

Un’altra particolarità molto vantaggiosa del trading dell’oro sul Forex è che qui potete beneficiare di un effetto leva. Questo effetto leva riesce in qualche maniera a moltiplicare fittiziamente l’ammontare del vostro investimento per un coefficiente dato. Così i vostri guadagni sono più interessanti e più rapidi.

Una volta pronti per la speculazione, dovete aspettare il momento migliore per prendere posizione, ossia il momento in cui i valori sono più bassi possibile, e poi conservare la vostra posizione aperta finché il prezzo dell’oro non abbia raggiungo un livello sufficientemente elevato per procurarvi dei guadagni significativi. In questo preciso momento e cliccando semplicemente sul bottone “vendere” liquiderete la vostra posizione e la somma corrispondente al vostro plusvalore verrà versata direttamente sul vostro conto di trading. Potrete quindi ritirarla in qualunque momento per profittarne o utilizzarla per effettuare altre operazioni.

Come Sfrattare un Inquilino in Caso di Necessità

Come abbiamo già visto su questo sito, il locatore può sfrattare l’inquilino per necessità. Questo però non può avvenire sempre, ma solo dopo che sia trascorso il primo quadriennio di durata del contratto di locazione. Vale a dire che prima dei quattro anni il proprietario non può in nessun caso e per nessun motivo pretendere che l’inquilino lasci la casa, nemmeno – magari – offrendogli la disponibilità di un immobile nelle vicinanze, qualora l’inquilino non accetti il cambio.

Dopo il quadriennio, anzi, prima di 6 mesi dalla scadenza, il proprietario locatore, per poter procedere con lo sfratto per necessità deve inviare all’inquilino una lettera raccomandata con avviso di ritorno rappresentandogli la volontà di non rinnovare il rapporto di locazione (per un ulteriore quadriennio) e specificando le relative ragioni. Per scrivere il documento è possibile utilizzare questo modello di disdetta contratto di locazione.

Secondo la Corte di Cassazione, peraltro, i motivi vanno comunicati non appena si manifesta la necessità da parte del proprietario di ritornare nel possesso dell’immobile (Cass. Civ. n. 14623/2017).

Risolvere il contratto prima del quadriennio non è quindi possibile, a meno non si riesca a raggiungere un accordo bonario con l’occupante, ad esempio facendogli un’offerta economica.

Qualora, scaduto il termine di 4 anni, l’inquilino non lasci la casa di sua spontanea volontà, al proprietario non resta altra alternativa che fare una causa in Tribunale chiedendo lo sfratto e fornendo la prova della necessità dell’utilizzo dell’immobile. In nessun caso invece il proprietario potrà farsi giustizia da sè cambiando la serratura o staccando le utenze di acqua e luce, fattispecie queste che potrebbero addirittura far scattare il reato penale da parte sua. La causa può essere incominciata anche prima della fine della locazione.

Queste sono le circostanze che il proprietario può addurre al fine di ottenere lo sfratto per necessità, previste dalla legge all’art. 59 L. n. 392/1978, utilizzabili ovviamente come detto dopo i primi 4 anni

quando abbia la necessità, verificatasi dopo la costituzione del rapporto locatizio, di destinare l’immobile ad uso abitativo, commerciale, artigianale o professionale proprio, del coniuge o dei parenti in linea retta entro il secondo grado;
quando, volendo disporre dell’immobile per abitazione propria, del coniuge o dei propri parenti in linea retta fino al secondo grado oppure quando, trattandosi di ente pubblico o comunque con finalità pubbliche sociali, mutualistiche, cooperativistiche, assistenziali o di culto che voglia disporre dell’immobile per l’esercizio delle proprie funzioni, offra al conduttore altro immobile idoneo per cui sia dovuto un canone di locazione proporzionato alle condizioni del conduttore medesimo e comunque non superiore del 20 per cento al canone del precedente immobile e assuma a suo carico le spese di trasloco. Quando l’opposizione del conduttore all’azione del locatore risulti infondata, questi potrà essere esonerato dalle spese di trasloco;
quando l’immobile locato sia compreso in un edificio gravemente danneggiato che debba essere ricostruito o del quale debba essere assicurata la stabilità e la permanenza del conduttore impedisca di compiere gli indispensabili lavori;
quando il proprietario intenda demolire o trasformare notevolmente l’immobile locato per eseguire nuove costruzioni o, trattandosi di appartamento sito all’ultimo piano, quando intenda eseguire sopraelevazioni a norma di legge, e per eseguire sia indispensabile per ragioni tecniche lo sgombero dell’appartamento stesso;
quando l’immobile locato sia di interesse artistico o storico, ai sensi della legge 1° giugno 1939, n. 1089, nel caso in cui la competente sovraintendenza riconosca necessario ed urgente che si proceda a riparazioni o restauri, la cui esecuzione sia resa impossibile dallo stato di occupazione dell’immobile;
quando il conduttore può disporre di altra abitazione idonea alle proprie esigenze familiari nello stesso comune ovvero in un comune confinante;
quando il conduttore, avendo sublocato parzialmente l’immobile, non lo occupa nemmeno in parte, con continuità. Si presume l’esistenza della sublocazione quando l’immobile risulta occupato da persone che non sono alle dipendenze del conduttore o che non sono a questo legate da vincoli di parentela o di affinità entro il quarto grado, salvo che si tratti di ospiti transitori. La presunzione non si applica nei confronti delle persone che si sono trasferite nell’immobile assieme al conduttore;
quando il conduttore non occupa continuativamente l’immobile senza giustificato motivo.
quando il proprietario voglia vendere l’immobile.
Se invece il proprietario si dimentica di inviare la disdetta il contratto di locazione si rinnoverà tacitamente per un ulteriore quadriennio, quindi è importante che egli si attivi per tempo.

L’inquilino può invece lasciare la casa anche nel corso del primo quadriennio, in presenza di cause sopravvenute e che non dipendono dalla sua volontà. Anche egli deve inviare la racc. a/r – disdetta rappresentando al locatore-proprietario i gravi motivi venutisi a creare.

Altre vicende che possono dar luogo allo sfratto
Oltre a quanto visto sopra, vi sono altre vicende che possono dar luogo allo sfratto, in questo caso anche prima della fine del primo quadriennio.

In primis si può richiamare il caso dello sfratto per morosità: se il conduttore non paga il canone di affitto (anche solo uno) e il ritardo dura per più di 20 giorni, si potrà procedere con la causa per sfratto. Quì peraltro il conduttore potrà evitare di essere cacciato pagando, sino alla prima udienza e dunque davanti al Giudice, l’arretrato, oppure richiedendo al Giudice un termine di 90 giorni (non prorogabile) per farlo.

In secondo luogo vi è il mancato pagamento delle spese condominiali che ricadono sul conduttore, ove l’importo corrisponda a 2 mensilità del canone di affitto.

Un’ulteriore vicenda che può dar luogo alla risoluzione del contratto la si ha per il caso in cui l’inquilino sia molesto all’interno del condominio oppure non rispetti il regolamento condominiale.

Come Guadagnare Online Vendendo Domini

Guadagnare on line , arricchirsi con Internet, fare i soldi con un blog, ecc., sono tutte tematiche che trovano moltissimo spazio on line su siti, portali, piccoli blog, forum, newsletter, ecc..

Alcuni contenuti che si incontrano online, sono anche interessanti, molti altri invece, sono solo ‘aria fritta’ per vendere spazi pubblicitari.

La compra e vendita di domini, rappresenta per molti soggetti (sia italiani che stranieri) una nicchia di business interessante che in taluni casi, consente di ‘assestare’ dei colpi profittevoli concludendo transazioni commerciali estremamente vantaggiose.

In pratica, ogni giorno, migliaia di domini vengono acquistati in Italia (molti e molti di più ovviamente nel resto del mondo).

L’acquisto di questi nomi a dominio, viene attuato presso società di registrazione e gestione domini che si occupano di questi servizi.

Vi sono infatti delle grandi società internazionali che operano a fianco di centri di registrazione nazionale (il Nic in Italia).

Contemporaneamente però, una quantità davvero enorme di nomi a dominio, ogni anno, viene ‘dismessa’, cioè, i loro titolari non procedono più al rinnovo del nome a dominio e conseguentemente, questi indirizzi Web finiscono disponibili sul mercato.

Oggi poi, in Italia questo fenomeno si acuisce propria a causa della crisi per cui molte imprese chiudono abbandonando il nome a dominio.

In taluni casi poi, questi nomi a dominio hanno un ‘elevato potenziale commerciale’ e sono ambiti da altri concorrenti.

A questo punto, in mezzo a questa massa enorme di domini che giornalmente vengono ‘abbandonati’, si incontrano alcuni particolari indirizzi Web che hanno caratteristiche molto richieste dal ‘mercato’ e quindi, anche abbastanza facilmente ‘vendibili’.

Si tratta cioè di quei nomi a dominio legati ad alcuni marchi prestigiosi, oppure, perché identificano un settore molto richiesto ed in ogni caso, ci si trova di fronte a domini che possono essere ‘piazzati’ a breve sul mercato a prezzi decisamente sostenuti (talvolta molto elevati).

Questi ‘broker’ di domini, attraverso una serie di controlli e verifiche, effettuano una cernita fra i molti nomi a dominio in scadenza e li acquistano per poterli poi riproporre a potenziali acquirenti.

Quindi, alle spalle, c’è sempre una selezione che individua un certo numero di indirizzi Web classificati come ‘di valore’.

Guadagnare on line seriamente. Un business senza particolari investimenti.

In effetti, gli investimenti previsti per gestire questo tipo di operazioni, sono bassi.

Si tratta cioè di acquistare e mantenere per un certo periodo questi nomi a dominio sino a quando non si troverà un nuovo compratore.

Capita molto spesso, scrivendo un nome un indirizzo Web su un motore di ricerca, di ritrovarsi in una pagina con la scritta : ‘questo dominio è in vendita’.

Significa quindi che il potenziale compratore, deve proporre un’offerta considerata ‘adeguata’ al titolare del dominio, oppure, in altri casi, attendere la richiesta del prezzo di vendita da parte del ‘broker’ di domini.

Le criticità di questo tipo di business derivano dai tempi, spesso non brevissimi, nei quali si riesce a vendere i domini acquistati.

Talvolta, i potenziali acquirenti, non sono disponibili a pagare le cifre richieste e quindi, il broker, deve scendere con le richieste ed intavolare una trattativa.

Se i domini infatti rimangono invenduti infatti, i costi di gestione annua dei domini rimarranno a carico del broker che dovrà provvedere ai costi annui di gestione.

Conti in Oro – Cosa Sono

Se decidete di investire in oro sappiate che esistono dei conti pensati espressamente per detenere questo tipo di valore. Passiamo quindi in rassegna le varie tipologie di conti in oro.

I conti assegnati e i conti non assegnati
I conti detti di “deposito” in oro si differenziano in conti assegnati e conti non assegnati. Per quanto riguarda i conti assegnati, sono delle casseforti stoccate presso un fornitore. Questa cassaforte è evidentemente ben sorvegliata e vi si può depositare fisicamente dell’oro in varie forme (lingotti, monete…).

Ogni deposito è numerato e vi si aggiunge un punzone di qualità in funzione del suo valore reale determinato in base alla purezza e al peso in oro. Anche se questo servizio sarà fatturato al depositario, costituisce una delle maniere più sicure di possedere dell’oro. Il principale vantaggio dei conti assegnati è che solo il depositario ha il diritto di prestare o vendere l’oro che gli appartiene. I conti non assegnati, invece, funzionano diversamente. In questo caso, infatti, la banca che stocca l’oro ha il diritto di utilizzarlo cioè di prestarlo. Il principale vantaggio di questo tipo di conti è l’assenza di spese di giacenza. Ma alcune banche hanno recentemente cominciato a caricare delle spese di gestione sui conti non assegnati per via della loro scarsa redditività. Come per qualsivoglia piazzamento bancario, i titolari di conti non assegnati dipendono dalla solvibilità della banca e i clienti di questo tipo di conto sono spesso dei grandi investitori o degli agenti di banche private visto che solo le quantità superiori alle 1.000 once vi vengono accettate.

I conti collettivi
I conti collettivi in oro hanno il vantaggio di essere accessibili con piccole quantità d’oro, di avere interessi definiti in anticipo e costanti indipendentemente dall’ammontare in oro che vi viene depositato.

I piani di accumulo
Detti anche GAP, assomigliano ai piani di risparmio classici. Si tratta di risparmiare una certa somma in maniera regolare e cadenzata. La somma risparmiata viene allora investita in oro. Uno dei vantaggi di questo tipo di conti è che gli acquisti in oro non sono assoggettati ad un premio come accade per gli acquisti d’oro indipendenti.

I rischi son anch’essi limitati perché l’investimento si fa a lungo termine e progressivamente. Se il detentore del conto desidera chiudere il suo conto, può recuperare l’oro nella sua forma fisica.

Le valute elettroniche
Risulta essere una maniera efficace di utilizzare l’oro come moneta.

L’oro fisico così stoccato viene convertito elettronicamente e può essere utilizzato come un portamonete virtuale.

Riassumendo, esistono numerose maniere di stoccare, piazzare o utilizzare l’oro a fini finanziari. Benché alcuni conti siano più redditizi di altri, bisogna ricordarsi l’aspetto della sicurezza per investire nella maniera migliore e rendere redditizio questo investimento nel tempo.

Come Diventare un Pr

Quando parliamo di pr, identifichiamo con questo termine spesso quei personaggi che operano a cavallo fra diversi settori :

moda, comunicazione, spettacolo, tempo libero, ecc., quindi, parliamo di professionisti che vanno a coprire una serie di competenze all’interno di vari settori e segmenti.

Oggi esistono facoltà universitarie, scuole di formazione, corsi ad hoc, ecc. che consentono percorsi formativi mirati per acquisire le competenze necessarie per inserirsi in questo settore.

La maggioranza dei pr attualmente operativi sul mercato, in particolare quelli più famosi, si sono formati in maniera autodidatta, cioè, hanno cominciato da zero, privilegiando un’esperienza sul campo e formandosi mano amano nel tempo e costruendo così una professionalità che si è arricchite di varie competenze ed esperienze, anche in ambiti differenziati.

Dal mondo dello spettacolo a quello del giornalismo, per non parlare della politica o dell’impresa, i grandi pr attualmente operativi, sono talvolta partiti da esperienze differenti ma nel tempo, hanno saputo indirizzarsi anche in altri ambiti, più consoni e maggiormente richiesti dal mercato.

Qualcuno, ancor oggi, erroneamente associa la figura del pr con un’attività ‘esteriore’ fatta esclusivamente di ‘immagine e relazioni formali’.

In realtà, il pr, è un professionista che è in grado di ‘coprire’ la somma di un insieme diversificato di competenze :
la comunicazione. Cioè, la capacità di trasmettere in maniera chiara e rapida un messaggio ad una platea ampia o ristretta di persone per raggiungere un determinato risultato.
Il pr, deve conoscere in maniera approfondita la comunicazione, gli strumenti per ‘comunicare’ e deve nel tempo, creare un insieme di relazioni, contatti che rappresentano il suo patrimonio professionale;
la gestione di un insieme di risorse.

Il pr nella maggior parte dei casi, si avvale di uno staff, di un insieme di collaboratori(alcuni dotati anche di competenze diverse), di un ufficio, oltre a gestire anche una serie di relazioni e contatti che rappresentano la ‘risorsa’ principale dell’attività.
Riuscire a mixare queste competenze, mezzi, collaborazioni, contatti, ecc., è la differenza fra un pr di successo ed uno mediocre;

Un pr di successo, spesso, all’inizio della carriera, è semplicemente un giovane collaboratore di uno staff organizzato che con il passare del tempo, tende a migliorarsi sempre di più, sino a decidere di mettersi in proprio.

Le opportunità però, non sempre giungono solo dal settore in cui sino ad allora operato.
Spesso, le occasioni per inserirsi ‘alla grande’, provengono da altri ambiti e quindi, il nuovo professionista, dovrà riuscire a creare le condizioni per crescere , adattarsi e fornire servizi di qualità ai propri clienti, anche in contesti non del tutto simili a quelli in cui ha operato all’inizio della sua formazione.

In particolare poi, all’inizio della sua carriera, il pr, disponendo di pochi mezzi e risorse, dovrà ovviare a tutto ciò mediante collaborazioni, anche con altri professionisti ed organizzazioni.