Cosa Sono i Titoli di Stato e Come si Investire

I titoli di stato, conosciuti anche con il nome di (Buoni del Tesoro) sono costituiti da un prestito che i contribuenti fanno alla nazione erogante, solitamente possono essere a tasso fisso, variabile o zero coupon.

Tipologie

Sono tre, le categorie di titoli di stato, che vengono classificati in base alla quantificazione e al successivo pagamento degli interessi
Titoli a tasso fisso: ad esempio i Buoni del Tesoro Poliennali (BTP).
Titoli a tasso variabile: ad esempio i Certificati di credito del tesoro (CCT).
Titoli zero coupon (che non prevedono la cedola): ad esempio i Buoni Ordinari del Tesoro (BOT) o i CTZ, con durata da 18 o 24 mesi e per lotti da minimo 1.5 milioni di euro.

In quest’ultimo caso l’interesse guadagnato altro non è che la differenza tra il valore di acquisto, solitamente minore rispetto al valore nominale, e il prezzo di rimborso, che solitamente corrisponde al valore nominale. Dal ’94 anche gli enti locali sono stati autorizzati ad emettere titoli di Stato: sono i BOC, i BOP e i BOR, ossia i Buoni Obbligazionari Comunali, Provinciali e Regionali.

Modalità di acquisto e di incasso

I titoli di stato si possono acquistare sia tramite aste che attraverso il cosiddetto mercato secondario. In entrambi i casi però è necessario rivolgersi a un intermediario, ossia una banca o un’altra istituzione finanziaria. Nel caso di acquisto tramite aste, è necessario ‘prenotare’ la quantità di titoli che si desidera almeno un giorno prima a quello dell’asta.

Dal 1999 i titoli di stato hanno abbandonato la loro fisicità ‘cartacea’ e come prova di possesso sono sufficienti una ricevuta bancaria e l’estratto conto dei titoli che viene periodicamente inviato dalla banca. In questo caso, dato che l’acquirente diventa intestatario di un deposito titoli a lui intestato, parliamo di titoli ‘smaterializzati’. Questa modalità virtuale permette di accreditare sul conto corrente bancario i corrispettivi delle cedole e del capitale una volta raggiunta la scadenza, mentre negli anni precedenti bisognava recarsi fisicamente in banca con una copia cartacea del titolo e delle cedole allegate al titolo, che venivano letteralmente ‘staccate’. Nonostante la modernizzazione del metodo, però, rimane ancora in uso la terminologia ‘staccare la cedola’. Così come rimangono sempre da pagare le spese amministrative che una volta servivano a coprire le scritture contabili e che oggi, nonostante la materializzazione dei titoli, vengono ancora fatte pagare dalle banche.

L’informatizzazione dei titoli ha anche permesso di ovviare al problema della standardizzazione dei tagli, necessaria per i titoli fisici in carta, che ne consentivano l’acquisto solo con un taglio minimo o per multipli. Con l’utilizzo degli strumenti finanziari smaterializzati, ad esempio i buoni fruttiferi postali, si possono acquistare titoli di qualsiasi valore, grande o piccolo che sia, mentre il limite rimane per chi acquista titoli in banca o in posta. Questo limite non è stato imposto dai ‘distributori’ dei titoli, ma direttamente dallo Stato. I BOT ad esempio, che sono i titoli di stato più acquistati, si possono acquistare per un minimo di 1000 euro o multipli. Questo fa sì che i piccoli e medi risparmiatori abbiano accesso a una capitalizzazione semplice dell’interesse maturato. Il ‘cassettista’, chiamato così perché acquista i titoli, li conserva e reinveste gli interessi guadagnati per l’acquisto di altri titoli è quindi possibile solo per chi investe capitali più importanti, perché solo chi possiede un gran numero di titoli potrà guadagnare ad ogni giro di scadenze i 1000 euro necessari all’acquisto di nuovi BOT, approfittando cos’ di quello che viene chiamato interesse composto.

Titolo indicizzato

Sono strumenti finanziari che, al momento dell’emissione, vengono legati a un indice che regola le modalità del calcolo del rendimento e del successivo rimborso: in questo modo si evita che venga perso in modo eccessivo il loro stesso potere di acquisto.
Sono tre i tipi di obbligazioni di questo tipo:
Obbligazioni a tasso variabile, in caso abbiano un collegamento con determinati parametri economici, ad esempio il tasso di sconto.
Obbligazioni a rimborso indicizzato, quando è il rimborso ad essere collegato ad un indicatore finanziario determinato in precedenza.
Obbligazioni a indicizzazione mista, quando combinano le due caratteristiche precedenti.

Storia

L’idea dei titoli indicizzati nasce in Germania nel primo dopoguerra, ossia nell’allora Repubblica di Weimar, in un periodo in cui la nazione si trovava in una situazione di grande crisi economica caratterizzata da una fortissima inflazione e dalla conseguente perdita del potere di acquisto: in una situazione così, chi avrebbe acquistato un titolo che avrebbe potuto perdere dopo poco tutto il suo valore? Per questo il governo dell’epoca corse ai ripari, ideando un prodotto finanziario che adeguasse il valore stesso dei titoli ad altri indici, di modo che il potere d’acquisto rimanesse invariato, e favorendo in questo modo gli investimenti.

Nel nostro paese, per via dell’articolo 1277 del Codice Civile, che vuole che “i debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento e per il suo valore nominale”, questa soluzione non venne subito applicata. Bisognerà aspettare il 1963, con l’intervento della Corte di Cassazione, che stabilì che all’interpretazione letterale dell’articolo dovesse invece sostituirsi un’interpretazione logica, che fosse in grado di mantenere un certo equilibrio tra la prestazione eseguita e la controprestazione corrispondente. Il Legislatore non ha comunque mai preso seriamente in analisi i titoli indicizzati, che vengono tuttora considerati titoli ‘atipici’ rispetto a quelli descritti nel Codice Civile.

Come Risparmiare sull’Acqua in Casa

Oltre ai semplici accorgimenti d’uso da praticare ogni giorno – per esempio chiudere il rubinetto dell’acqua mentre ci si spazzolano i denti, preferire la doccia al bagno, riparare subito eventuali piccole perdite – alcuni strumenti, economici e semplici da usare, possono aiutarci a non sprecare quello che è sempre più l’oro (azzurro) dei nostri tempi.

Sciacquone a doppio pulsante
La metà dell’acqua potabile usata ogni giorno da ogni persona viene utilizzata per lo sciacquone del wc. Ogni volta che lo tiriamo se ne vanno 10 litri di acqua. Installarne uno a doppio pulsante e dosando il flusso a seconda della necessità, consente un risparmio calcolabile in 40 m3 di acqua all’anno per una famiglia media.

Riduttore di flusso
I riduttori di flusso (detti anche rompi getto) applicati a tutti i rubinetti della casa (non dimenticate la doccia) permette di ridurre del 30/50% il consumo di acqua, senza influire su confort ed efficacia. Questo perché svolgono anche una azione di aeratore, ovvero mescolano all’acqua una certa quantità di aria, rendendo il flusso di acqua più leggero ma altrettanto efficace. Sono piccoli oggetti molto facili da montare, basta svitare il filtro del rubinetto ed inserire il riduttore. Sono anche molto economici, bastano pochi euro. In questo modo non solo si consuma meno acqua, ma si risparmia sul gas che serve per riscaldarla.

Miscelatori
Utilizzare il miscelatore al posto di due rubinetti separati riduce lo spreco d’acqua perché consente di trovare più rapidamente la temperatura giusta.

Come Verificare un’Auto di Seconda Mano Prima dell’Acquisto

Con questa guida voglio illustrarvi quali controlli dovete effettuare su un auto usata prima di acquistarla. Il controllo non è soltanto visivo ma va fatta un’analisi totale dell’auto stessa onde scoprire eventuali difetti presenti. Il tutto, magari con l’ausilio di un tecnico di fiducia.

Diffidate se il venditore vi nega una prova su strada: il classico giro di prova serve a verificare se il motore risulta troppo rumoroso, se l’auto non emette dallo scarico eccessivo fumo, se l’accensione avviene senza problemi, se l’auto tiene il minimo regolarmente senza oscillazioni di giri. Durante il giro su strada verificare che l’auto non tiri da un lato: ossia proceda in rettilineo senza “tirare” da una parte o dall’altra. Un paio di frenate decise, a velocità attorno a 80 km/h, permettono di valutare l’efficienza dell’impianto frenante: l’auto non deve sbandare né a destra nè a sinistra.

VANO MOTORE
Aprire il cofano motore e verificare lo stato del motore dell’auto. Il motore deve presentarsi senza tracce d’olio o di liquidi. Deve essere asciutto. Inoltre controllare l’interno dei parafanghi per verificare eventuali riverniciature successive ad incidenti. Controllate anche lo stato della batteria che non deve avere più di 4 anni.

CARROZZERIA
Posizionare l’auto sotto la luce del sole. Se l’auto è all’interno di un salone, la luce dei neon evidenzia ancor di più la presenza di eventuali graffi e/o imperfezioni. Verificate la presenza di ammaccature, interventi eseguiti male o difetti nella verniciatura. Non devono esserci segni di corrosione. Portiere e parafanghi sono i punti più soggetti a piccoli urti.

PNEUMATICI
Sostituire i pneumatici usurati rappresenta un costo aggiuntivo anche molto oneroso. Controllare che il battistrada non sia troppo usurato. Il consumo deve risultare uniforme su tutte le gomme: differenze possono indicare il cattivo funzionamento delle sospensioni o ammortizzatori scarichi. Con una moneta di 1euro verificate l’usura del battistrada. Se inserendo la moneta nelle fessure del pneumatico verificate che il battistrada copre solo la parte d’orata della moneta significa che i pneumatici sono da sostituire.

SUPERFICI VETRATE
Le superfici vetrate vanno controllate alla ricerca di eventuali rigature, crepe o incrinature anche minime e irrilevanti. Anche in questo caso, come nel caso di pneumatici, sostituire un parabrezza o un lunotto posteriore potrebbe farci affrontare un costo aggiuntivo spesso anche molto oneroso.

INTERNI
Il volante, il sedile di guida, i pedali, la pedana, il poggiapiedi, la maniglia di apertura della portiera lato guida e il pomello della leva del cambio si usurano col tempo. Un consumo evidente, specie del volante e del sedile di guida, dovrebbe insospettire nei casi in cui il chilometraggio dichiarato sia basso.

AGLIANDI
Un’auto tagliandata ha un valore maggiore. Dal libretto è possibile verificare i km e gli interventi effettuati (in pratica si conosce la storia dell’auto). Altrimenti bisogna pretendere una dichiarazione scritta dei km percorsi: in caso di alterazione si può chiedere, art. 1479 del Codice Civile, la risoluzione del contratto. Stessa cosa per il libretto di circolazione che ci mostra i nomi dei proprietari precedenti. Diffidate dell’auto se quest’ultima risulta essere stata in possesso di più di 3 proprietari.

Se effettuando tutti i test decidete di acquistare l’auto, chiedete espressamente al venditore che prima di consegnarvi l’auto vi effettui una manutenzione dell’auto stessa con conseguente sostituzione di filtri, lubrificanti, candele e liquidi di refrigeramento. Chiedete anche che vi sia fatta una ricarica dell’aria condizionata. Inoltre, è consigliabile stipulare una scrittura privata come questa in cui sono riportate tutte le informazioni.

Come Risparmiare sul Riscaldamento

Il riscaldamento domestico e la produzione di acqua calda rappresentano il 20% dei consumi energetici nazionali. Molte volte però bastano piccoli accorgimenti per ottenere un risparmio energetico notevole.

Certo, attere i denti dentro casa non è certo un bene ma neanche tenere temperature tropicali mentre fuori si va sotto zero. Un giusto compromesso tra salute, portafoglio e ambiente è di tenere durante il giorno la temperatura domestica tra i 19 e i 20 gradi mentre di notte la caldaia va spenta e programmata per la riaccensione due ore prima della sveglia.
Ricordiamo che un solo grado in più può far aumentare i consumi dell’8% .

Ecco alcuni accorgimenti per risparmiare sul riscaldamento ed ottenere il massimo rendimento.
Manutenzione della caldaia
Una caldaia in buone condizioni consuma decisamente di meno oltre a lavorare meglio. Oltre ai controlli obbligatori ogni due anni sarebbe meglio controllare la caldaia prima dell’inizio della stagione fredda. Inoltre se la caldaia è troppo vecchia potrebbe arrivare a consumare anche il 20% in più di una nuova di ultima generazione.

Termostato
Chi esce di casa la mattina e rientra alla sera per evitare sprechi dovrebbe regolare automaticamente dal termostato della caldaia gli orari di accensione. Le centraline possono essere programmate sia ogni giorno sia per l’intera settimana e consentono di definire con precisione i periodi di accensione evitando di lasciare la caldaia in funzione quando non serve.

Radiatori vicino alle finestre
Spesso nelle case i termosifoni sono posti vicino alle finestre con un notevole spreco di energia. Per favorire il risparmio energetico una soluzione potrebbe essere quella di posizionare del materiale isolante tra la parete ed il termosifone.

Non coprire i termosifoni
Spesso si pensa che i radiatori rovinino l’arredamento di casa e si tende a coprirli con tende o mobiletti. In realtà non vanno mai coperti perché l’aria deve poter circolare liberamente.

Valvole di sfiato
Per tenere i radiatori alla massima efficienza, l’aria va eliminata periodicamente attraverso la valvola di sfiato. Inoltre per una buona manutenzione della caldaia è consigliabile usare sistemi che impediscono la formazione di calcare nelle tubazioni.

Arieggiare le stanze con attenzione
Non si può certo rinunciare ad arieggiare le stanze ma va fatto nelle ore più calde della giornata e non per lungo tempo; bastano dieci minuti di finestre aperte per cambiare l’aria. Inoltre durante le ore notturne per mantenere il calore nelle stanze è consigliabile chiudere tapparelle e scuroni.

Temperatura dell’acqua
Chi ha una caldaia che fornisce anche l’acqua calda dei sanitari deve regolarla a una temperatura non superiore a 45 gradi.

Come Aprire Conto BancoPosta Più

Vuoi aprire un conto e non sai come o quale? Segui i successivi passi nei quali ti descriverò come fare ad aprire il conto BancoPosta Più. E’ un’opportunità che ti viene data da Poste Italiane ed offre, come principale vantaggio, l’azzeramento dei costi annuali.

Inoltre, con l’opzione rateale puoi anche trasferire liquidità dal fido della tua carta di credito direttamente sul tuo Conto BancoPosta e restituire l’importo comodamente a rate. Puoi anche disporre un bonifico bancario sul tuo conto corrente direttamente online accedendo all’Area Clienti Carta BancoPosta Più.

Per prima cosa prendi i documenti necessari ad aprire un conto, ossia quelli che permettono l’identificazione della persona che vuole usufruire del servizio. Recati all’Ufficio Postale della tua città. Se sei già titolare di un conto BancoPosta e vuoi solo passare al conto BancoPosta Più, basta solamente sottoscrivere un nuovo contratto.

Il nuovo contratto non ti obbligherà a cambiare il tuo numero di conto corrente ed i servizi accessori ad esso annessi. Infatti, questi ultimi verranno spostati dal vecchio al nuovo conto corrente automaticamente e senza costi aggiuntivi. Se invece non hai un conto BancoPosta, devi sottoscrivere il primo contratto.

Risulta essere simile a tutti quei contatti che servono ad aprire un conto corrente ed è semplice; il modulo ti verrà fornito dallo stesso Ufficio Postale. Dopo aver aperto il conto, puoi usufruire dell’azzeramento dei costi annuali, accreditando il tuo stipendio o la pensione sul conto. Un altro vantaggio di questo conto è dato dagli sconti BancoPosta nei negozi convenzionati. Gli sconti vanno dal 2% al 40% e sono calcolati sulle spese fatte. Essi ti verranno accreditati direttamente su Conto BancoPosta Più.