Indicatori che Influenzano le Valute

Vediamo in questo articolo quali sono i principali indicatori economici che muovono le coppie di valute più importanti sul mercato del Forex.

Iniziamo dal vedere che cosa muove la coppia di valute EUR / USD.

Sicuramente bisogna elencare gli indicatori economici USA
US Non Farm Payroll, ovvero la misura di nuovi posti di lavoro creati negli Stati Uniti
I tassi di interesse così come decisi dal FOMC
la bilancia commerciale USA e la bilancia commerciale europea, ovvero la proporzione tra esportazioni e importazioni
Conto Corrente USA
afflusso di capitali al tesoro degli Stati Uniti
Prodotto interno lordo USA, che misura la crescita dell’economia
Le vendite al dettaglio negli USA, che misurano la forza delle spese al consumo
Indice dei prezzi al consumo, noto anche come CPI, che è una misura dell’inflazione in Europa.
Cosa si muove invece la coppia di valute USD / JPY? Oltre a tutti gli indicatori economici degli Stati Uniti, che abbiamo visto prima, ci sono anche una serie di dati importanti dell’economia giapponese:

riunioni di politica monetaria da parte della banca centrale del Giappone
bilancia commerciale giapponese, ovvero le importazioni contro le esportazioni
Prodotto interno lordo, cioè la crescita economica del Giappone
indice dei prezzi al consumo, che sono una misura dell’inflazione
indice della produzione industriale, cioè una misura dell’attività nel settore manifatturiero giapponese
indice delle vendite al dettaglio, cioè una misura della forza delle spese di consumo
rapporto Tankan, cioè una valutazione delle condizioni del business giapponese
Infine vediamo quali sono i dati fondamentali che muovono la coppia di valute GBP / USD, oltre tutti gli indicatori economici degli Stati Uniti.

Bisogna guardare:
i prezzi delle case nel Regno Unito, che sono il primo indicatore della forza della sterlina
gli incontri della Banca d’Inghilterra, che forniscono uno schema di politica monetaria e di variazioni dei tassi di interesse
tasso di disoccupazione nel Regno Unito
dati delle vendite al dettaglio.

Molto interessante.

Importanza della Conoscenza nel Forex

Il mercato del Forex è legato alla conoscenza. Tutti i trader, novizi o professionisti, devono sapere questa cosa. Più si conosce e più si riuscirà a guadagnare denaro da questo mercato. Che tipologie di conoscenza sono necessarie per poter investire con successo nel mercato delle valute?

Possiamo senza dubbio dire che, per prima cosa, occorre conoscere in generale il mercato del Forex, ovvero che cosa è e in che cosa consiste. Occorre sapere che cosa è una coppia di valute, cosa significa la prima valuta di una coppia e cosa indica, invece, la seconda valuta di una coppia. Occorre inoltre sapere perché c’è differenza tra i prezzi di acquisto e di vendita di una coppia di valute e che cosa è lo spread.

Bisogna poi sapere quali sono le diverse modalità di investimento nel mercato del Forex, sia in termini di durata delle operazioni che si aprono, sia in termini di tipologia di dati che si prendono in considerazione. Nel primo caso si può parlare di forex a breve termine (come ad esempio il day trading o addirittura lo scalping) e di forex a medio / lungo termine (nel caso in cui si decida di investire per 1 settimana, 1 mese o addirittura per più tempo). Nel secondo caso invece si può parlare di analisi tecnica (ovvero investire tenendo di fronte i grafici e i prezzi passati) e di analisi fondamentale (ovvero investire andando a studiare il mercato e le notizie).

In tutti i casi occorre conoscere che cosa significano i prezzi passati e che tipologia di formazione grafica stanno assumendo i prezzi attuali, oltre al fatto che bisogna rimanere sempre aggiornati sul mercato e sulle notizie, il che significa conoscere con attenzione che tipologia di influenza viene data da una determinata notizia piuttosto che da un’altra. La conoscenza, come abbiamo visto, è importante. Se si vuole iniziare a fare forex con successo, occorre studiare.

Cosa Sono i Pivot Point

Se vi piace dilettarvi nel commercio del forex allora avrete sicuramente sentito parlare dei pivot point, magari ne avete anche incontrati alcuni durante il vostro trading. Proprio il concetto di pivot point è stato di grande aiuto a tanti operatori sui mercati finanziari dal momento in cui essi sono stati sviluppati.

Anche se sono relativamente nuovi per il mercato del forex e si potrebbe non avere familiarità con i modi in cui possono essere usati e con i vantaggi che essi hanno, è importante evitare delle operazioni che vanno sostanzialmente contro i pivot point, dato che hanno una grande forza all’interno degli operativo del mercato delle valute.

Quindi, quali sono tali pivot point? In sostanza, i pivot point sono il punto in cui ci sono dei perni del mercato, cioè il punto in cui il mercato va in direzione opposta alla sua tendenza attuale. Per esempio, se il mercato è in una tendenza rialzista, allora il pivot point sarà quello in cui il mercato comincia ad essere ribassista. Lo stesso vale anche al contrario, ovvero se il mercato un trend ribassista, allora si ha il pivot point nel momento in cui tale mercato inizia ad essere rialzista.

Prevedere con precisione quando si avranno dei pivot point sul mercato è una cosa molto importante, oltre che decisamente utile per i trader di valuta. Poter prevedere accuratamente i pivot point permetterà al trader di decidere, in modo efficace, quando massimizzare i profitti e quando invece ridurre al minimo, o addirittura eliminare, le perdite.

Così come si fa a determinare il possibile pivot point per un dato mercato in un dato giorno? I pivot point sono calcolati attraverso più modi, ma più spesso, e più facilmente, sono determinati facendo un calcolo di media tra il prezzo di apertura e di chiusura del giorno, considerando anche i punti più alti e quelli più bassi del giorno precedente.

Risoluzione del Contratto a Termine

Il contratto di lavoro a tempo determinato (D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, e successive modifiche ed integrazioni) si risolve :
– per scadenza del termine, originario o successivamente prorogato, legittimamente pattuito nel contratto individuale di lavoro: il rapporto di lavoro si risolve automaticamente, senza necessità di alcuna manifestazione di volontà delle parti e non occorre neppure il preavviso, poiché le parti sono già consapevoli che il rapporto è destinato ad estinguersi con la scadenza del termine;
– prima della scadenza del termine, per licenziamento/dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale, risoluzione per mutuo consenso, ovvero qualora ricorrano le altre ipotesi di risoluzione legale del contratto previste dagli artt. 1453 e ss cod. civ., con particolare riguardo all’impossibilità sopravvenuta della prestazione.

Licenziamento. Prima della scadenza del termine, in presenza di una condotta del lavoratore di gravità tale da non consentire la prosecuzione anche provvisoria del rapporto di lavoro, il datore di lavoro può recedere dal contratto a tempo determinato, senza essere tenuto al pagamento dell’indennità di mancato preavviso (c.d. licenziamento per giusta causa: art. 2119 cod. civ.). Nell’ipotesi in cui, a seguito di presentazione di ricorso giudiziale da parte del prestatore di lavoro, il giudice accerti l’inesistenza di una giusta causa di licenziamento (recesso ante tempus del datore di lavoro non giustificato), si applica la disciplina ordinaria del codice civile in tema di inadempimento contrattuale, con diritto del lavoratore a termine al solo risarcimento del danno, da parametrarsi alle retribuzioni che lo stesso avrebbe percepito fino alla naturale scadenza del contratto, con esclusione dei compensi di natura occasionale o risarcitoria. Al lavoratore a termine è, comunque, applicabile la tutela reale speciale di cui all’art. 18 Stat. Lav., come modificato dall’art. 1, co. 42, L. 28 giugno 2012, n. 92, c.d. Riforma lavoro, nelle ipotesi di licenziamento discriminatorio, per causa di matrimonio,; nel periodo di interdizione dal lavoro per maternità, per motivo illecito determinante; comunque nullo (art. 4, L. n. 604/1966) o dichiarato inefficace perché intimato in forma orale (art. 2, L. n. 604/1966).

Dimissioni. Come nel caso del recesso del datore di lavoro, anche il lavoratore può legittimamente recedere, prima della scadenza del termine, dal contratto per giusta causa, in presenza di comportamenti del datore di lavoro che impediscono la regolare prosecuzione del rapporto di lavoro. Per dettagli è possibile vedere questa guida sulle dimissioni per giusta causa. Nell’ipotesi di anticipata risoluzione del contratto a termine dovuta a dimissioni per giusta causa, il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno, determinato in misura pari all’ammontare delle retribuzioni che allo stesso sarebbero spettate sino alla scadenza del contratto stesso. Qualora, in sede giudiziale, il giudice non riconosca l’esistenza di una giusta causa di dimissioni tale da legittimare la risoluzione anticipata dal contratto a termine, il lavoratore è tenuto a risarcire al datore di lavoro i danni subiti, tenendo conto di diversi fattori, quali, per esempio, le spese sostenute per la ricerca di un sostituto o le spese inutilmente sopportate per la formazione del lavoratore dimissionario.

Risoluzione consensuale e per mutuo consenso. Prima della scadenza del termine, il contratto di lavoro può cessare per risoluzione consensuale (ai sensi dell’art. 1372 cod. civ.) ovvero per mutuo consenso[11], sulla base di comportamenti o dichiarazioni esplicite delle parti o fatti concludenti, intendendosi per tali comportamenti significativi tenuti dalle parti, coerenti con una situazione giuridica di inesistenza del rapporto e tali da evidenziare una chiara e certa volontà delle parti stesse di porre definitivamente fine ad ogni rapporto di lavoro (quali, ad. es., l’accettazione incondizionata del T.F.R. e di tutte le altre indennità connesse alla cessazione del rapporto di lavoro, la mancanza di iniziative del lavoratore sintomatiche del suo interesse al ripristino del rapporto di lavoro, in primis, l’assenza di solleciti o la messa in mora dell’ex datore di lavoro ai fini della ripresa della prestazione, lo svolgimento di attività lavorativa presso altri datori di lavoro in una diversa sede, l’iscrizione presso il Centro per l’impiego).
La questione della risoluzione anticipata del contratto a tempo determinato per mutuo consenso aveva progressivamente assunto una significativa rilevanza in assenza della previsione legislativa di un termine di decadenza per la proposizione dell’azione giudiziaria del lavoratore volta alla trasformazione del contratto a termine illegittimo in contratto a tempo indeterminato. La questione risulta in parte superata a seguito dell’introduzione dell’art. 32, co. 3, lett. a), L. 4 novembre 2010, n. 183 , come modificato dall’art. 1, co. 11, L. n. 92/2012, che fissa un termine decadenziale (60 giorni) entro il quale far valere in sede giudiziaria il diritto del lavoratore alla “conversione” del contratto a termine illegittimo in contratto a tempo indeterminato.

Impossibilità sopravvenuta della prestazione. Il contratto a tempo determinato può risolversi prima della scadenza del termine anche per impossibilità sopravvenuta della prestazione, in base alle norme generali in materia di risoluzione dei contratti a prestazioni corrispettive (art. 1463 cod. civ.).

Comunicazione ai Centri per l’impiego. Tutte le ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato, intervenute prima della scadenza del termine, devono essere comunicate, a cura del datore di lavoro, entro 5 giorni, al Centro per l’impiego nel cui ambito territoriale è ubicata la sede di lavoro.

Convalida. Per l’efficacia delle dimissioni e/o della risoluzione consensuale del rapporto, anche per i lavoratori a termine deve essere seguita la speciale procedura di convalida/conferma di cui all’art. 4, co. 17-22, L. n. 92/2012.

Volatilità e Trading sulle Notizie

In uno degli scorsi articoli abbiamo accennato al fatto che fare trading usando le notizie è più difficile di quanto si possa pensare. Perché? La ragione principale è la volatilità del mercato. Si può infatti fare la mossa giusta, ma bisogna stare attenti al fatto chen il mercato abbia lo slancio per sostenere il movimento.

Se ad esempio ci sono delle attese per un dato macroeconomico importante, come quello relativo ai posti di lavoro USA, e queste attese non vengono realizzate, allora potrebbero esserci dei problemi. Ad esempio, se il mercato aveva previsto 120.000 posti di lavoro aggiunti rispetto ad un dato mese precedente, e se per qualunque motivo ne dovessero venire aggiunti solo 56.000, allora potrebbe esserci una delusione del mercato che potrebbe portare ad una perdita di terreno da parte della valuta direttamente interessata.

Se tuttavia lo slancio al rialzo della valuta è forte, allora essa potrebbe rapidamente tornare in guadagno. Questo avvenimento potrebbe dunque portare delle grandi opportunità per i trader qualora si riuscisse a sfruttare la volatilità.

E’ possibile evitare di essere colpiti dalla volatilità quando si fa trading sulle news? Per fare questo bisognerebbe avere a disposizione un broker on line che ci consente di fare delle operazioni con delle opzioni note come opzioni esotiche. Questa hanno generalmente dei livelli barriera e potranno essere redditizi o meno a seconda del fatto se tale livello barriera venga violato. Il payout è in questi casi predeterminato e il premio o il costo dell’opzione è basato sul pagamento.

Nel prossimo articolo andremo a vedere nel dettaglio come poter sfuggire alla volatilità di quando si fa trading sulle notizie, in maniera da fare in modo di diminuire al massimo i rischi legati al trading stesso. Andremo inoltre a vedere quali sono, solitamente, le opzioni esotiche che un broker potrebbe mettere a nostra disposizione.